Pensioni: i soldi persi per chi sceglie Quota 100 e la conferma di Opzione Donna

La riforma delle pensioni che arriverà con la prossima Legge di Bilancio porterà diverse conferme e qualche smentita. La proroga dell’Opzione Donna, ad esempio, verrà ufficialmente inserità nella Manovra e farà parte di una controriforma più grande che avrà come obiettivo quello di superare definitivamente la Legge Fornero. Anche la Quota 100 è ormai prossima all’introduzione: inizialmente si parlava di gennaio 2019, ma il Governo ha pensato ad almeno quattro finestre di uscita e allo slittamento a Febbraio, poco prima del reddito di cittadinanza. Non tutto, però, è rosa e fiori, soprattutto per quanto riguarda la Quota 100.

 Pensioni: quanti soldi perde chi sceglie Quota 100

La polemica è molto fresca ed è stata riportata anche da altri quotidiani, come IlGiornale.it. Sapevamo che le penalizzazioni ci sarebbero state, ma non eravamo sicuri di quanto avessero inciso sull’assegno previdenziale. In principio si parlava dell’1,5 per cento per ogni anno di anticipo, ma erano solo voci. Ora la situazione è un po’ più chiara e non piacerà a molti. Per coloro che decideranno di utilizzare Quota 100 per uscire dal mercato del lavoro in anticipo, potrebbe arrivare una forte penalizzazione fino a un quinto dell’assegno. Se, infatti, il lavoro viene lasciato prima e, di conseguenza, si verseranno meno contributi, questa scelta avrà ricadute sul Pil, che verrà rivalutato. Secondo le stime, il taglio potrebbe andare dal 2 per cento per chi ha 42 anni di contributi fino al 20 per cento. A risentirne di più potrebbero essere i nati tra il ’53 e il ’57, ovvero chi avrà fra i 62 e i 66 anni il prossimo anno. A fare alcuni esempio concreti ci ha pensato anche Repubblica.

Pensioni: Opzione Donna confermata e presente in Manovra

Con la Legge di Bilancio 2019 arriva anche la proroga a Opzione Donna, che andrà oltre il 2015. Ovviamente, per sapere tutti i dettagli bisognerà attendere l’approvazione della Legge di Bilanzio. Nel frattempo, però, è possibile fare un pronostico di come potrebbe essere e di quali requisiti serviranno:

  • Lavoratrici dipendenti: 58 anni di età e 35 anni di contributi
  • Lavoratrici autonome: 59 anni di età e 35 anni di contributi

Proprio sugli anni di contributi bisogna fare alcune precisazioni. Con il rinnovo della misura per il 2019, dovrebbero cambiare anche le date entro le quali i requisiti devono essere maturati. Le ipotesi prevedono una data di scadenza fissata al 31 dicembre 2018 oppure al 2019. Questa potrebbe essere la soluzione più plausibile. Fino al 2015, infatti, i requisiti erano strutturati in questo modo:

  • Lavoratrici dipendenti: 57 anni di età e 35 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 2015
  • Lavoratrici autonome: 58 anni di età e 35 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 2015

Non resta che attendere il risvolti della manovra per capire meglio come sarà strutturata la proroga di Opzione Donna. Continuate a seguirci.

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