Pensioni: Quota 100 da Febbraio e taglio agli assegni d’oro

Fino a pochi giorni fa, la riforma pensioni prevedeva l’introduzione della Quota 100, ma non si sapeva ancora esattamente quando. Si parlava di uno slittamento nella primavera del prossimo anno, ad Aprile assieme al reddito di cittadinanza, ma non c’era nulla di ufficiale. Dopo il vertice di maggioranza di ieri, però, le cose sembrano essere più chiare: la Quota 100 partirà non a gennaio, ma a Febbraio. Il taglio delle pensioni d’oro verrà attuato, ma non come sperato dal vicepremier Luigi Di Maio e ci sarà la conferma per Opzione Donna.

Pensioni: Quota 100 a Febbraio e conferma Opzione Donna

La riforma della legge Fornero è stata confermata: non partirà da Gennaio ma da Febbraio e non saranno previste penalizzazioni, ma non è ancora tutto ufficiale. Ora è presente nella Legge di Bilancio ed è quindi possibile che subisca ulteriori modifiche. Rimane il fatto che sia la Lega che il M5S sono concordi nel far partire la Quota 100 con un mese di ritardo rispetto alle aspettative e sarà l’Inps a doversi adeguare alle normative accelerando le tempistiche. Il percorso per smontare la riforma Fornero, come vuole il vicepremier leghista Matteo Salvini, sembra essere stato intrapreso e sarebbe previsto anche il riscatto degli anni di laurea per coloro che vogliono uscire dal mercato del lavoro con Quota 100: 62 anni di età e 38 di contributi versati. Per Opzione Donna, poi, ci sarebbe la conferma.

Pensioni: taglio agli assegni d’oro

Negli ultimi giorni si parlava di rischi legati al taglio degli assegni previdenziali più alti e proprio ieri è arrivata la decisione del rinvio. Il motivo risiede nel fatto che non sono state inserite nel Decreto Fiscale. Ad ogni modo, saranno le pensioni d’oro sopra i 4500 euro al mese lordi ad essere tagliate e non al di sotto questa soglia, come invece avrebbe voluto il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio. Le entrate previste sono di un miliardo in tre anni e non un miliardi all’anno come voleva Di Maio. Non tutti sono d’accordo, ovviamente. Forza Italia punta i piedi e annuncia battaglia. I sindacati protestano e sono stati annunciati ricorsi. Tutto è comunque rimandato alla decisione finale in Parlamento.

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