Pensioni: ipotesi Quota 100 selettiva con 5 anni di anticipo

Sul tema pensioni continuano a maturare nuove ipotesi per il superamento graduale della legge Fornero, così come vorrebbe il Governo gialloverde e, in particolare, il vicepremier e Ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini. Le proposte in campo sono molte, tutte relative a varianti della Quota 100: Quota 100 Light, Quota 100 modulabile e ora una Quota 100 selettiva che prevederebbe 5 anni di anticipo per uscire dal mercato del lavoro. Sarebbe, però una soluzione parallela e non definitiva rispetto alla normale Quota 100.

Pensioni: Quota 100 selettiva con 5 anni di anticipo

L’ipotesi è spuntata durante un incontro al Ministero dell’Economia: la Quota 100 selettiva sarebbe una soluzione parallela e non sostitutiva rispetto a quelle già esistenti. Come ha riportato anche Il Sole 24 Ore, inoltre, sarebbe più improntata alle aziende, in particolare garantirebbe un risparmio importante per le imprese che pagherebbero meno rispetto alla pensione anticipata, all’isopensione e ad altre forme di pensionamento orientate sull’aspetto aziendale. Questo tipo di Quota 100 potrebbe, inoltre, essere utilizzata solo da quelle aziende che garantirebbero l’assunzione di nuovi giovani, aiutando così l’occupazione giovanile. Altro punto interessante sono i contributi: verrebbero versati volontariamente e andrebbero a beneficio di altri incentivi.

Pensioni: Lega pensa a Quota 100 con 35 anni di contributi

La Lega non molla, dopo la proposta di Matteo Salvini sulla Quota 100 con 62 anni di contributi, si pensa all’idea di far scendere ancora la soglia fino a 35 anni di contributi versati per raggiungere la pensione. C’è chi, invece, sostiene non siano abbastanza e che si dovrebbe arrivare almeno a 36 anni. In ogni caso, un lavoratore di 65 anni andrebbe in pensione due anni prima rispetto a quanto stabilito oggi e a beneficiarne sarebbero almeno 450mila persone secondo le stime della Lega, conto i quasi 500mila per la Quota 100 classica. In ogni caso, il nodo rimane il costo, si stimano 8 miliardi di euro e le risorse raggiunte oggi sarebbero solo 1,5/2 miliardi che verranno estrapolati dal fondo esuberi, ovvero dal pagamento anticipato da parte delle aziende.

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