Colloquio di lavoro: 5 domande che decideranno la tua assunzione

Dopo aver inviato il vostro curriculum vitae, magari corredato da una buona lettera di presentazione che vi faccia emergere nella lista di e-mail che il selezionatore riceve tutti i giorni, siete stati chiamati per il classico colloquio di lavoro conoscitivo. Questa fase è sicuramente la più importante nel processo di conoscenza fra il datore di lavoro e l’aspirante dipendente; oltre alle comuni regole che bisogna seguire per presentarsi al meglio a un colloquio, è necessario giocare d’anticipo e informarsi non solo sull’azienda, ma anche sulle possibili domande che potrebbero farvi. Ce ne sono almeno 5 che potrebbero decidere la vostra assunzione o, come dice il famoso chef Alessandro Borghese, confermare o ribaltare il risultato. Vediamole una per una.

1) Mi parli un po’ di sé: i reclutatori, durante il colloquio di lavoro, pongono questa domanda per capire quanto siete preparati e si aspettano delle risposte precise e senza tante esitazioni. Parlate della vostra carriera lavorativa, delle esperienze che vi hanno fatto maturare nel vostro settore e di come avete superato le difficoltà in ambito lavorativo. Lasciate da parte i vostri passatempi preferiti e le vostre abitudini personali.

2) Perché vorrebbe lavorare qui? Un’altra domanda ‘a trabocchetto’ che potrebbe senz’altro capitarvi durante il colloquio di lavoro. Ciò che vogliono capire i reclutatori è il grado di preparazione del candidato relativamente all’azienda. Documentatevi bene prima di arrivare al colloquio, approfondite tutti gli aspetti e le attività svolte dall’azienda ed evitate tutto ciò che riguarda l’aspetto economico dell’assunzione. Lo stipendio viene dopo.

3) Qual è il suo punto debole? Questa domanda serve a capire sia la vostra onesta che la vostra capacità di autocritica. Entrambi questi aspetti, se utilizzati correttamente, possono essere in realtà un punto di forza perché sarete in grado di crescere lavorativamente e sviluppare nuove abilità. Siate sinceri ed evitate di dire che non avete difetti. Soprattutto, non inventateli.

4) Come si vede tra 5/10 anni? In questo caso dovrete proiettarvi professionalmente nel futuro, all’interno dell’azienda o nel vostro settore di riferimento. I reclutatori vogliono capire il vostro grado di ambizione, dunque evitate di descrivere obiettivi irrealizzabili o troppo visionari oppure, peggio ancora, assolutamente impossibili da raggiungere.

5) Perché desidera lasciare l’azienda per cui lavora adesso? Questa quinta domanda è per chi desidera cambiare luogo di lavoro o magari il proprio mestiere. Dovete evidenziare la volontà di intraprendere un nuovo percorso, esaltando i punti di forza e di interesse del nuovo impiego. Evitate di parlare male del vecchio lavoro o, peggio ancora, del vecchio datore di lavoro.

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