Pensioni, Quota 100: tutte le ipotesi a confronto

Sul tema pensioni e, soprattutto, sulla situazione della Quota 100, la Legge di Bilancio 2019 sembra stia prendendo dei contorni più chiari. Gli obiettivi primari del Contratto di Governo, infatti, riguardano la modifica dei requisiti per accedere alla pensione e la pensione di cittadinanza. Da una parte, quindi, prende piede l’introduzione della Quota 100, somma di età anagrafica più gli anni di contributi versati, dall’altro un reddito che consenta a tutti di vivere dignitosamente in attesa di un lavoro, prendendo finanziamenti dal taglio delle pensioni d’oro. Qual è, ora, la situazione attuale e come potrebbero cambiare gli scenari a partire da gennaio 2019? Ecco tutte le ipotesi.

Pensioni: gli interventi che potrebbero rientrare nella Legge di Bilancio 2019

Manca poco alla redazione della Legge di Bilancio 2019 che conterrà le manovre del Governo per il prossimo anno. Fra i temi centrali c’è sicuramente quello delle pensioni. In particolare, le misure sulle quali l’esecutivo sta lavorando sono le seguenti:

  • Intervento sulle pensioni d’oro: non è ancora chiaro se si opterà per un contributo di solidarietà temporaneo o se si procederà al ricalcolo delle pensioni
  • Revisione dei requisiti minimi per l’accesso alla pensione
  • Pensione di cittadinanza: in questo caso la manovra è ancora incerta e non si sa se verrà inserita o no

Per quanto riguarda i requisiti pensionistici attuali, questi sono così ripartiti:

  • Lavoratori precoci: possono accedere alla pensione con 41 anni di contributi versati e ne sono interessati almeno 36mila lavoratori
  • Ape Sociale: l’accesso è garantito con la Quota 93 per i disoccupati, gli invalidi e i caregivers, mentre è garantito con Quota 99 per 15 categorie di lavoratori. Questo tipo di accesso interessa 51mila lavoratori
  • Ape volontario: l’accesso è garantito con la Quota 83, ovvero 63 anni di età e 20 anni di contributi versati. Interessa frai 40mila e i 60mila lavoratori
  • Requisiti di accesso generali: scatteranno dal 1° gennaio 2019 e occorreranno 67 anni di età e 43 anni e 3 mesi di contributi versati.

Pensioni: cosa potrebbe cambiare con la nuova riforma

Non ci sono ancora accordi definitivi sulla riforma, la Quota 100 rimane una delle poche alternative che potrebbero entrare in vigore a partire da gennaio, mentre pensioni d’oro e reddito di cittadinanza non sembrano essere fra le priorità del Governo. Dai paletti dei 64 anni di età, alla Quota 100 con 62 anni proposta da Matteo Salvini, ecco i possibili scenari:

  • Quota 100 con 41 anni di contributi: interesserebbe 750mila persone con un costo stimato di 14,3 miliardi di euro
  • Quota 100 con 64 anni di età e 41 anni di contributi: interesserebbe 600mila persone con un costo stimato di 11,5 miliardi di euro
  • Quota 100 con 64 anni di età e 43 anni e 3 mesi di contributi: interesserebbe 300mila persone con un costo stimato di 6,6 miliardi di euro
  • Quota 100 con 64 anni di età e 43 anni 3 mesi di contributi con alcune variazioni: massimo 2 anni di anzianità figurativa oppure ricalcolo contributivo per chi anticipa il pensionamento. Interesserebbe 200mila persone con un costo stimato di 4,3 miliardi
  • Quota 100 con 62 anni di età e 41 anni e 6 mesi di contributi: interesserebbe 700mila persone con un costo stimato di 13 miliardi di euro

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Un pensiero riguardo “Pensioni, Quota 100: tutte le ipotesi a confronto

  • 17 Settembre 2018 in 7:13 pm
    Permalink

    Maturo 43 anni e 3 mesi a luglio 2019 ed avrò 61 anni e 7 mesi quando andrò in pensione.
    Quota 100 con minimo 62 anni mi porterebbe a lavorare altri 5 mesi in più e questa è l’potesi migliore…
    Quindi peggiorativa di quella della Fornero

    Risposta

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