Pensioni: Quota 100 a 64 anni penalizzerebbe metà dei docenti e del personale ATA

Il tema delle pensioni continua a macinare dubbi e supposizioni. Come sostiene il quotidiano Orizzontescuola.it, l’introduzione di una Quota 100 con il paletto dei 64 anni di età potrebbe penalizzare almeno metà dei docenti e del personale ATA. Non solo, la controriforma del Governo Conte, guidato da Lega a M5S, non converrebbe in generale ai lavoratori e a sottolinearlo è stato Cesare Damiano, esponente del PD. Vediamo nel dettaglio cosa potrebbe succedere da gennaio 2019.

Pensioni: Quota 100 a 64 anni penalizza metà dei docenti

La nuova Legge di Bilancio è sempre più vicina e proprio per questo motivo le indiscrezioni e le ipotesi si moltiplicano. Il superamento graduale della riforma Fornero è ancora molto lontano e non basterà di certo una Quota 100, soprattutto se ancora non si sa nulla della Quota 41 e di quella modifica che, forse, potrebbe arrivare solo nel 2020. Il vero problema, ora, potrebbe riguardare l’ambito scolastico. Secondo le prime stime, almeno 140 mila lavoratori del mondo scolastico potrebbero essere toccati dalla nuova riforma; si parla di almeno 100mila docenti e oltre 45mila lavoratori come personale ATA. La nuova manovra avrebbe come obiettivo quello di dimezzare il numero di aspiranti pensionati e questa caratteristica si potrebbe ripercuotere soprattutto sul mondo scolastico. Solo metà dei lavoratori, tra docenti e personale ATA, che hanno all’attivo almeno 40 anni di contributi, potranno richiedere la pensione anticipata, ovvero almeno 73mila persone.

Pensioni, Damiano: Quota 100 non conviene

I paletti che riguardano la Quota 100 si riferiscono ai 64 anni di età minimi per potervi accedere e almeno 36 anni di contributi versati. Come sottolinea, però, Cesare Damiano (PD), al lavoratore non sarebbe conviene come manovra: “Quota 100, se ha come requisito di base un’età anagrafica di 64 anni è meno vantaggiosa dell’Ape che parte dai 63 anni di età. Se a questo si aggiunge un ventilato ricalcolo contributivo a partire dal 1996 per chi dovesse utilizzare la Quota, saremmo di fronte a un cospicuo taglio dell’assegno pensionistico”.

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