Pensioni 2018: Governo a lavoro su Quota 100, cosa cambia nel 2019

Pensioni 2018: il cavallo di battaglia del Governo Lega-M5S, guidato dai due vicepremier, Matteo Salvini della Lega e Luigi Di Maio del M5S, è sempre stato il superamento definitivo della legge Fornero. Sono molti gli scettici sulla riforma pensionistica in due tappe e lo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha lanciato più volte l’allarme sui rischi che si potrebbero correre varato una riforma del genere. Nonostante gli ammonimenti, il Governo continua la sua marcia e si comincia seriamente a discutere della Quota 100. La domanda, però, rimane la stessa, come finanziarla senza mettere in crisi il Bilancio dello Stato? Vediamo tutti i punti e cosa cambia nel 2019.

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Pensioni 2018: dove trovare i soldi? Dal taglio degli assegni al contributo di solidarietà

Dal taglio degli assegni pensionistici sopra i 4000 euro associato a un ricalcolo con il sistema contributivo, si stima un risparmio di almeno 600 milioni di euro. È una cifra troppo bassa, ovviamente, rispetto ai pronostici che invece segnano come finanziamento necessario almeno 15 miliardi di euro. Cosa fare dunque? Alberto Brambilla, della Lega, propone il contributo di solidarietà per le pensioni da 2000 euro. Questo contributo dovrebbe avere una durata di almeno 3 anni e una proporzionalità progressiva, con un prelievo stimato tra i 5 e i 7 euro al mese. Anche in questo caso, però, non verrebbe raccolto abbastanza per coprire la Quota 100.

Pensioni 2018: come cambieranno i requisiti rispetto ad oggi

Per la pensione di vecchiaia, in base alle regole attuali, servono almeno 66 anni e 7 mesi di età (con 20 anni di anzianità contributiva). L’età sarà destinata a salire a 67 anni a causa dell’adeguamento dell’aspettativa di vita. Per quanto riguarda la pensione anticipata non è necessario raggiungere un’età stabilità, bisogna invece aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Dal 1° gennaio 2019 questi requisiti cambieranno: 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Con la circolare Inps n°62 del 4 aprile 2018, inoltre, i requisiti per l’accesso alla pensione sono fissati all’incremento dell’aspettativa di vita. Allo stesso modo, i lavoratori gravosi non saranno invece soggetti all’adeguamento dell’aspettativa di vita e potranno accedere alla pensione con 66 anni e 7 mesi di età e un’anzianità contributiva di 30 anni.

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