Pensioni 2018, Cottarelli lancia allarme su Quota 100 e 41: cosa rischiamo

Pensioni 2018: Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, ha recentemente commentato la controriforma in due tappe che il Governo Conte vorrebbe portare avanti, con modifiche e l’introduzione della Quota 100 già a partire dal prossimo gennaio. Luigi Di Maio aveva sottolineato pochi giorni fa l’importanza di mettersi al lavoro già dal mese di agosto, mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, non arretra di un passo sul superamento della legge Fornero e vorrebbe concludere entro fine anno. Ecco i pro e i contro sottolineati da Cottarelli.

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Pensioni 2018: l’allarme di Cottarelli

Come sappiamo, Quota 100 e Quota 41 sono ancora un orizzonte lontano, parole e ipotesi che potrebbero non realizzarsi mai o diventare realtà in tempi più lunghi di quanto prefissato. Lo stesso presidente Inps, Tito Boeri, ha più volte lanciato dei moniti, soprattutto sul numero di pensionati che aumenterebbe troppo in troppo poco tempo. Una situazione di stallo in cui è stata ipotizzata anche la Quota 42 proprio per ammortizzare i costi. Carlo Cottarelli ha sottolineato quali potrebbero essere i pro e i contro della controriforma. È iniziato tutto dall’articolo di Gianfranco Polillo, ex sottosegretario al Tesoro del Governo Monti, nel quale si sottolineava la necessità di incrementare la crescita con nuovi investimenti pubblici. Carlo Cottarelli ha poi raccolto il testimone, definendo l’approccio di Polillo più realistico rispetto a un aumento del deficit che porterebbe a una riduzione del rapporto tra debito e Pil. Ciò che rimarrebbe delle risorse finanziare potrebbe essere utilizzato per la flat tax, il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni.

Pensioni 2018: i problemi e il rischio recessione

Come ha spiegato Cottarelli: “Se avessimo un debito più basso potremmo prendere qualche maggior rischio sul lato del deficit e del debito, ma il debito pubblico resta il secondo più alto nell’area dell’euro dopo la Grecia“. In questo contesto, anche gli investimenti non avrebbero l’effetto sperato sul Pil. Cottarelli, ipotizzando un aumento misurato dello spread, il rischio nel quale potremmo incorrere è uno shock recessivo con aumento del deficit e del rapporto tra debito e Pil. In conclusione, Cottarelli auspica un focus sulla crescita della domanda esterna e sulle riforme in grado di sostenerla e incrementarla, tra queste il taglio della burocrazia, riduzione delle tasse, miglioramento della pubblica amministrazione e lotta all’evasione fiscale.

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