Pensioni 2018, i paletti di Quota 100 con 64 anni, Proietti: “Peggio dell’Ape”

Pensioni 2018: il Governo Conte, guidato da Lega e M5S, vuole smontare la legge Fornero pezzo per pezzo con una controriforma che viene ormai da settimane definita in due tappe. La Quota 41 potrebbe essere modificata nel 2020, mentre è la Quota 100 a poter essere attuata nel breve periodo. La Quota 100, lo ricordiamo, consiste nella somma dell’età anagrafica con gli anni di contributi versati, ma potrebbero esserci dei paletti e proprio su questo argomento il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti, ha definito la sua introduzione con il limite dei 64 anni di età anche peggio dell’Ape.

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Pensioni 2018: i paletti della Quota 100

I due vicepremier, Matteo Salvini della Lega e Luigi Di Maio del M5S, vogliono superare la legge Fornero, un obiettivo dichiarato già prima delle elezioni e che è stato ed è ancora adesso il cavallo di battaglia dell’intesa gialloverde. Per farlo si pensa all’introduzione di due misure: Quota 100 e Quota 41. La seconda è già usufruibile dai lavoratori precoci, anche se con requisiti specifici e il paletto dei 12 mesi di lavoro prima dei 19 anni. Quota 100, invece, deve essere chiarita poiché sì, il lavoratore potrebbe andare in pensione con 60 anni di età e 40 di contributi, ma potrebbe non essere così in quanto i costi potrebbero aumentare vertiginosamente. Per questo motivo, infatti, l’intesa Lega-M5S sta pensando all’introduzione di un paletto, un’età minima alla quale poter accedere e che si attesterebbe a 64 anni con 36 di contributi. L’età pensionabile verrebbe così abbassata di 3 anni, ma non sarebbe la strada migliore per uscire dal mercato del lavoro.

Pensioni 2018, Domenico Proietti (UIL): “Quota 100 con 64 anni di età è peggio dell’Ape”

Al segretario confederale della UIL, Domenico Proietti, l’idea del paletti dei 64 anni di età per poter accedere alla Quota 100 sarebbe anche peggio dell’Ape. Lo ha riferito durante l’intervista per il sito di informazione Pensionipertutti.it: “Quota 100 a 64 anni peggiora quello che il sindacato è riuscito ad ottenere con l’Ape sociale a 63 anni per quindici settori di lavori gravosi – ha affermato Proietti, aggiungendo – La Uil pensa che bisogna mandare in pensione tutti a 63 anni come avviene in tutta Europa. Il governo convochi i sindacati per discutere di questi temi”. Proietti ha poi sottolineato le richieste del suo sindacato, tra le quali spicca quella fatta al Governo per modificare la legge Fornero e renderla più equa e giusta.

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