Pensioni news: assegni sempre più bassi? La riforma Salvini-Di Maio non conviene a tutti

Pensioni news: la riforma Salvini-Di Maio promette di superare la legge Fornero smontandola pezzo per pezzo grazie all’introduzione della Quota 100 già da Gennaio 2019 e alla modifica della Quota 41 nell’immediato futuro. Nelle ultime settimane, infatti, si è parlato di riforma pensionistica in due tappe, ma al di là degli scettici e degli ammonimenti giunti da più parti, a chi conviene realmente questa riforma? Per la Cgil, che ha lanciato l’allarme su una probabile bomba sociale entro trent’anni, alcune categorie potrebbero essere penalizzate e, inoltre, mancano alcune condizioni per poter attuare la riforma. Vediamo i dettagli.

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Pensioni news, Ghiselli (Cgil): “Non ci sono le condizioni per una vera riforma”

Secondo Roberto Ghiselli, segretario confederato della Cgil, non ci sarebbero le condizioni affinché si possa attuare una riforma delle pensioni così come pensata dal Governo Conte e in particolare da Salvini e Di Maio. Come ha specificato in una nota stampa: “Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo, Luigi Di Maio, parla di Quota 100 e Quota 41: il problema è che per funzionare quei numeri devono essere accompagnati da una serie di condizioni che attualmente non ci sono“. Per Ghiselli, a penalizzare gran parte delle persone, soprattutto donne e precari, potrebbe essere proprio il paletto dei 64 anni di età e 36 di contributi. Il motivo, secondo il sindacalista della Cgil, è presto detto: “Presuppone il ricalcolo contributivo di tutto il montante e una carriera lavorativa molto costante, introducendo livelli che pochissimi lavoratori possono raggiungere“.

Pensioni news: i rischi della pensione e del reddito di cittadinanza

Anche sulla pensione di cittadinanza, la Cgil non ha mancato di indicare i possibili rischi associati. La proposta del Governo, secondo il sindacato, dovrebbe essere corretta o per lo meno modificata poiché rischia di diventare pericoloso il meccanismo alla base: “Si parla di reddito e di pensione di cittadinanza per aiutare soprattutto i giovani, determinando un livello di pensione minima un po’ superiore a quella attuale. Ma disincentiva il versamento dei contributi previdenziali per la costruzione del montante pensionistico“. Le critiche più importanti, però, riguardano proprio il medio e lungo periodo; questa riforma, così come la pensione o il reddito di cittadinanza, non sembrano pensate per il lungo termine e il rischio è una bomba sociale da qui a trent’anni: “Fra trent’anni si avrà a che fare con una ‘bomba sociale’, cioè un futuro di una generazione intera di pensionati poveri, ma a quell’epoca sarà tardi per occuparsene“.

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