Pensioni 2018: niente abolizione Fornero con il Governo Cottarelli

Pensioni 2018: da quando Carlo Cottarelli ha accettato l’incarico di formare un Governo, oltre alla Lega e M5S, sono in molti a essere insorti, soprattutto sulla situazione previdenziale già abbastanza confusa, con la proposta della Quota 100 che aleggia ormai da mesi e il tentativo di superare la riforma Fornero nonostante i vari moniti lanciati da più parti. Ora che Sergio Mattarella ha dato l’incarico a Carlo Cottarelli sono in molti a chiedersi cosa succederà nel breve periodo e quali cambiamenti potrebbero esserci.

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Pensioni 2018: niente superamento Fornero con Governo Cottarelli

È stato accettato l’incarico, da parte di Carlo Cottarelli, di formare un Governo, come richiesto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; ovviamente rimane ancora la fiducia del parlamento che con ogni probabilità non arriverà né dalla Lega, né dal M5S. Secondo le ultime notizie, però, per quanto riguarda il tema previdenziale, è già noto che Carlo Cottarelli non seguirà la strada voluta da Lega e M5S. Ricordiamo, infatti, che è direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, osservatorio che aveva evidenziato i costi non indifferenti – 8,1 miliardi di euro – della Quota 41, Quota 100 e della proroga a Opzione Donna. Si tratta di spese per le quali non ci sarebbe la disponibilità finanziaria, anche se proprio Cottarelli, come commissario, voleva tagliare le pensioni più alte allo scopo di limitare la spesa pensionistica.

Pensioni 2018, Cottarelli: Fiat Tax e redditto di cittadinanza bocciati

Nel caso in cui Carlo Cottarelli diventasse Presidente del Consiglio, potrebbe attuare alcune delle idee che aveva espresso precedentemente in merito alla riforma delle pensioni. Oltre ai tagli alle pensioni, Cottarelli aveva puntato il dito contro la Flat Tax e il reddito di cittadinanza, bocciandole entrambe: “Per la misura che costa tra i 15-17 miliardi, i 5 stelle hanno fornito delle coperture. L’osservatorio Cpi ha considerato solo il recupero di 2,5 miliardi derivanti dagli acquisti di beni e sevizi, ritenuto fattibile, però non ha tenuto in conto altre cose perché non erano specificate“. Le bocciature non sono mancate neanche per lo scorso Governo: “In quattro anni sono state prese delle misure che non erano valide: il bonus per i 18enni è sbagliato cosi come i vari bonus introdotti in questi ultimi anni, compresi il bonus mamma e bebè che non aiutano ad affrontare il problema del crollo demografico molto serio“.

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