Pensioni 2018, Boeri (Inps): “Legge Fornero non si può abolire, troppo costoso”

Pensioni 2018: il tema relativo all’abolizione della Legge Fornero continua a infiammare gli animi. Anche la Commissione Europea ha puntato il dito sulle iniziative della Lega e del M5S di voler superare la riforma. Pasquale Tridico ha proposto anche l’uscita dal mercato del lavoro a 60 anni, ma ciò che preoccupa il Presidente dell’Inps Tito Boeri sono proprio le spese da sostenere per una simile manovra. Ecco le parole del Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

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Pensioni 2018, Boeri: “Impossibile abolire la Legge Fornero”

Per il Presidente dell’Inps Tito Boeri, abolire la Legge Fornero come vorrebbe fare la Lega o anche solo superarla gradualmente come ha proposto il M5S, non è un’opzione valida a causa degli alti costi che questa manovra comporterebbe. Durante il suo intervento nella trasmissione di Rai Tre ‘In mezz’ora in più’, il Presidente Inps ha sconsigliato la strada dell’abolizione: da una parte, infatti, penalizzerebbe i pensionati che hanno già pagato il costo della Legge con i tagli alle loro pensioni, dall’altra ci rimetterebbero i giovani a causa del deficit stesso dell’Inps che verrebbe causato dall’abolizione della riforma.

Pensioni 2018: Boeri contro i programmi di Lega e M5S

Secondo Boeri, quindi, il costo per l’abolire la Legge Fornero sarebbe pari ad almeno 11 miliardi di euro nei primi anni, con il debito pensionistico che arriverebbe a quota 85 miliardi di euro, una cifra del tutto impossibile da pagare per lo Stato. Per quanto riguarda il sistema delle quote, come la Quota 41 o la Quota 100, per abolire la riforma, anche in questo caso non sarebbe un’idea opportuna secondo il Presidente dell’Inps; in questo caso il debito pensionistico sarebbe ancora più alto, fino a toccare i 105 miliardi di euro. Anche il redditto di cittadinanza non sarebbe una strada efficace e costerebbe almeno 38 miliardi di euro. Al suo posto, ha sottolineato Boeri, esiste già il reddito di inclusione utilizzato da due milioni e mezzo di persone. In questo caso si potrebbero quindi direzionare ulteriori risorse per migliorare questo tipo di reddito.

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