Pensioni 2018, Tridico (M5S) e il coefficiente di usura: “Così supereremo la Legge Fornero”

Pensioni 2018: è passato ormai un mese dalle ultime elezioni politiche che hanno visto trionfare il M5S guidato da Luigi Di Maio e la coalizione di centrodestra con la Lega come primo partito sopra Forza Italia e Fratelli D’Italia. In questo arco di tempo molte prospettive sono state modificate, tra queste vi è l’abolizione della Legge Fornero, ormai sempre più lontana. Ciò a cui puntano i due partiti vincenti ormai è un superamento graduale, anche se Matteo Salvini spinge per una cancellazione in tempi record. A parlare di questa situazione ai microfoni di Radio Capital questa volta è il Ministro del Lavoro in pectore del M5S Pasquale Tridico, che ha introdotto il coefficiente di usura. Ecco le parole del docente di economia.

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Pensioni 2018: Pasquale Tridico introduce il coefficiente di usura per la Legge Fornero

L’economista, come riportato anche dal quotidiano online MilanoToday, ha spiegato la situazione ai microfoni di Radio Capital: “Stiamo studiando, e su questo siamo in linea anche con l’Inps, dei criteri che permetterebbero l’uscita flessibile dal mercato del lavoro. Come? Applicando ad ogni lavoratore un coefficiente di usura che favorisca la flessibilità in uscita dal mercato del lavoro. In sostanza, ad ogni categoria di lavoratori sarà assegnato un coefficiente di usura che permetterà un’uscita flessibile“. Secondo Tridico, quindi un operaio muratore potrebbe andare in pensione prima di un docente universitario e in definitiva chiunque svolga lavori pesanti non dovrà attendere i 67 anni di età per uscire dal mercato del lavoro. Al contrario, se sono stati versati almeno 40 anni di contributi, la pensione potrà essere raggiunta a 60 anni.

Pensioni 2018: aspettativa di vita e costi della riforma

Pasquale Tridico ha poi orientato il suo discorso sull’aspettativa di vita, spiegando che la riforma in progetto da parte del M5S avrebbe anche l’obiettivo di superare quella clausola, sospendendola almeno nelle fasi iniziali. La stessa, comunque, potrebbe essere reintrodotta nel caso in cui venisse approvata la riforma sul coefficiente di usura. Per quanto riguarda i costi, invece, Tridico assicura che “non costerebbe cifre spaventose. Quelle cifre  – i famosi 100 miliardi sottolineati dall’Inps – penso che facessero riferimento alla Quota 100 per tutte le categorie tout court“. Infine, sull’articolo 18 e la sua possibile reintroduzione, Pasquale Tridico ha confermato: “Stiamo valutando la possibilità di reintrodurlo, lo abbiamo detto più volte. L’esigenza di cambiare quel pilastro del mercato del lavoro esiste. Ma non è una questione soltanto di diritti e di tutele, è una questione di impatto economico. Noi abbiamo visto che da quando è stata introdotta la flessibilità non ha aiutato l’occupazione, non ha aiutato nemmeno la produttività: il tasso di occupazione è al 58% da anni, non ci schiodiamo da lì“.

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