News Lavoro

Netturbina licenziata per un monopattino, il Tribunale: “Appropriazione indebita, non riavrà il lavoro”

Ne avevamo già parlato, la vicenda risale ormai allo scorso settembre: Aicha Elizabethe Ounnadi, la netturbina licenziata per ricevuto un monopattino raccolto dalla spazzatura durante l’orario di lavoro, non riavrà la sua posizione di operatrice ecologica. La donna, madre di due figli e divorziata, lavorava per l’azienda Cidiu da ormai 11 anni, a Torino, e aveva raccontato così l’episodio: “Erano le 6 del mattino del 18 maggio e una collega mi ha passato quel giocattolo: ‘Tieni, portalo a tuo figlio’. Non so chi l’avesse preso, né chi l’avesse portato lì, ma a quell’ora non sono stata a fare domande. L’ho messo vicino al mio armadietto e poi l’ho chiuso in auto. Non avrei immaginato che da quel momento sarebbe iniziato un incubo”.

La lettera di licenziamento, arrivata il 30 giugno 2017, era stata una doccia fredda: “A tutti è stato più volte ribadito che non è ammesso appropriarsi dei beni provenienti dalla raccolta dei rifiuti e le giustificazioni della dipendente non sono idonee a giustificare un comportamento gravissimo”. La donna non si era data per vinta e aveva deciso di fare ricorso allo scopo di riavere il proprio lavoro. Secondo Il giudice Marco Buzani, però, il licenziamento disposto dal consorzio che si occupa della raccolta dei rifiuti nella zona Ovest di Torino, la Cidiu Servizi di Collegno, è sicuramente eccessivo, ma la condotta dell’operatrice ecologica viene comunque equiparata a un vero e proprio furto.

Il Tribunale ha così riconosciuto alla donna solo un indennizzo pari a 18 mensilità, senza disporre il reintegro: ciò avviene anche a causa della Legge Fornero, secondo la quale anche se non c’è una giusta causa per il licenziamento, ma sussiste il fatto, l’azienda non è obbligata a reintegrare il lavoratore. Dopo otto lunghi mesi senza percepire stipendio, la donna pensava che sarebbe tornata a lavorare, ma l’ordinanza del Tribunale del Lavoro è stata la più infausta delle notizie per lei: “Non capisco, sono senza parole. Sono distrutta” ha commentato Aicha.

© Tutti i diritti riservati. È vietata ogni forma di riproduzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!