Riforma pensioni 2018: Berlusconi valuta adeguamento fino a 1500 euro al mese

Riforma pensioni 2018: il tema continua a essere discusso con non poche polemiche e rilanci sull’abolizione della Legge Fornero e sulla possibilità di introdurre la Quota 100 e la Quota 41 per tutti in risposta alle esigenze dei pensionati italiani. Silvio Berlusconi, durante l’incontro con gli associati della Coldiretti, ha esposto la volontà di aumentare le pensioni in caso di vittoria nelle elezioni del prossimo 4 marzo 2018. Ecco tutti dettagli.

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Riforma pensioni 2018: Berlusconi pronto a valutare l’adeguamento a 1500 euro al mese

Silvio Berlusconi è tornato ancora una volta sul tema delle pensioni. Era una notizia di poche settimane fa quella relativa alla volontà del leader di Forza Italia di aumentare le pensioni fino a 1000 euro al mese per tutti in caso di vittoria delle elezioni del 4 marzo 2018 e che tale possibilità sarebbe arrivata prima dell’estate. Davanti alla platea degli associati della Coldiretti è tornato nuovamente sull’argomento, ma questa volta ha alzato la posta dichiarando, come ha riportato il Giornale, che verrà valutata la possibilità di portare le pensioni a 1500 euro al mese. Come ha affermato, inoltre tale possibilità verrebbe estesa “anche per tutte le mamme d’Italia, che lavorano tutti i i giorni, comprese la notte e le domeniche” aggiungendo che verrà compiuta una valutazione per “vedere se sarà possibile un adeguamento delle pensioni sopra ai mille euro, diciamo fino ai 1.500 euro al mese“.

Riforma pensioni 2018: reddito di dignità per 10 milioni di persone

Non solo la possibilità dell’adeguamento pensionistico a 1500 euro al mese. Silvio Berlusconi ha anche aggiunto un’altra possibilità riservata ad almeno 10 milioni di italiani al di sotto della soglia di povertà, ovvero quella di varare un reddito di dignità che fungerebbe anche da fulcro in grado di aumentare i consumi, in particolare quelli relativi ai beni alimentari. Intanto, da Boeri a Damiano sono in molti a lanciare l’allarme e a chiedere un passo indietro, soprattutto sulla possibile introduzione della Quota 100 e della Quota 41. Orietta Armiliato del CODS ha voluto ricordare che il ddl Damiano per il quale sono state raccolte 50 mila firme giace ancora in Parlamento e non è ancora stato discusso nonostante la maggioranza PD. Sulla pagina Facebook del Comitato Opzione Donna Social scrive: “Siccome da persone mature ed edotte quali siamo abbiamo la consapevolezza che chi è preposto a governare il Paese (e questo vale per qualsiasi sigla) non ha come obiettivo primario né il malcontento dei cittadini, né la soddisfazione di propri istinti malvagi, ognuno tragga le conclusioni che i dati di fatto oggettivi consentono, almeno su questo tema, di poter essere tratte

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