Direttore della felicità: la nuova figura che si occupa del benessere dei dipendenti

Negli Stati Uniti è conosciuta come Chief Happiness officer e in Italia sta già cominciando a prendere piede nelle aziende. Si tratta del Direttore della felicità, una figura professionale a tutti gli effetti e il cui compito è quello di mantenere alto il morale, la produttività e il benessere dei dipendenti. Per le imprese, trattenere i propri talenti sta diventando complicato e ora che si avvicina il turn over e che le vecchie leve andranno in pensione sostituite dai Millennials, è il momento di correre ai ripari.

I Millennials sono infatti consci di non avere più un posto fisso garantito e che il mercato del lavoro, più fluido rispetto a vent’anni fa, è in continuo cambiamento e loro con lui. Alle aziende, quindi, non resta altro se non cercare di arginare questa ‘emorragia’ continua di talenti. Il Direttore della felicità avrà proprio questo obiettivo: ascoltare i bisogni dei lavoratori, riuscire a soddisfare le loro aspettative nei confronti dell’azienda e mantenere alto il loro benessere. Come spiega il managing director di EasyHunter, Francesca Contardi: “È anche così che si trattengono i migliori talenti in azienda, anche perché nel mondo dei colletti bianchi è iniziato il turn over e nelle grandi imprese, parliamo di quelle con circa 500 dipendenti, stanno iniziando a entrare il Millennials. Avere a bordo persone motivate e serene diminuisce l’assenteismo, favorisce la collaborazione tra i colleghi, migliorando così anche le performance dei singoli. E di conseguenza, dell’intera struttura“.

Il Direttore della felicità sarà dunque una figura professionale chiave all’interno dell’azienda: “Il manager della felicità deve prima di tutto saper ascoltare, così da capire cosa desiderano i dipendenti, ma anche saper organizzare al meglio gli spazi di lavoro in relazione al fatto che i nuovi dipendenti e i trentenni in particolare, sono più attenti agli aspetti legati al benessere del corpo e del Pianeta. Pensi al cibo biologico, ma anche dell’ecologia in senso lato, spazi verdi, ambienti illuminati con luce più naturale possibile. Ci sono poi oggetti capaci di spezzare il tempo di lavoro in modo attivo, pensi a un calcio balilla vecchio stampo in un ufficio, a un servizio di lavanderia o a una palestra, anche minima, richiesta soprattutto dei maschi. E perché no un servizio di counseling, qualcuno con cui potersi confrontare liberamente“. Negli Stati Uniti è già una realtà, mentre in Italia alcune aziende cominciano a cercare questo tipo di figure professionali.

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