Amazon ha brevettato un braccialetto elettronico per controllare merce e dipendenti

La notizia è stata riportata sia dal Corriere della Sera che da Repubblica.it. Presto i dipendenti del colosso dell’e-commerce statunitense Amazon potrebbero fare i conti con un braccialetto elettronico al polso che, oltre a controllare la merce, verificherà i loro spostamenti. È già stato brevettato e tra le caratteristiche principali possiede quella di poter verificare tutti i movimenti del lavoratori aiutandoli nello spostamento della merce e, in teoria, vibrando quando il pacco non è quello giusto per la consegna.

Il prototipo è stato ampiamente descritto da GeekWire e consiste in una trasmissione di dati dell’ordine effettuato al piccolo computer da polso del lavoratore, che a sua volta dovrà prendere rapidamente la merce e riporla in una scatola. Il brevetto era già stato depositato nel 2016 e solo lo scorso martedì è stato ufficialmente riconosciuto. Come ha spiegato Gizmodo, il braccialetto elettronico, tramite i trasduttori a ultrasuoni presenti nell’ambiente di lavoro, comunica e gestisce i movimenti dei dipendenti. Da qui in poi l’idea di Amazon sarebbe quella di rendere ancora più automatici tutti i passaggi.

Per ora si tratta solo del riconoscimento di un brevetto e non è detto che venga reso operativo. Amazon non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, ma si parla già di un problema relativo alla privacy; il datore di lavoro potrebbe conoscere ogni spostamento dei suoi dipendenti e il braccialetto elettronico potrebbe passare da semplice strumento di ottimizzazione del lavoro a mezzo per tenere sotto controllo i lavoratori? Non è proprio così. Questo strumento, in realtà, servirebbe solo a guidare i lavoratori verso la merce giusta.

Un ex dipendente britannico ha affermato, durante un’intervista al New York Times, che potrebbero fare risparmiare tempo ai dipendenti, anche se in effetti il rischio di un controllo troppo minuzioso sui movimenti dei lavoratori sarebbe alto. Amazon non è estranea agli scioperi causati dalle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Nel 2017 in Italia ne è già avvenuto uno proprio per questo motivo. Come ha affermato GeekWire: “Amazon si è già guadagnata la reputazione di una società che trasforma i dipendenti, pagati poco, in robot umani che lavorano vicino a veri robot, portando avanti compiti ripetitivi di packaging il più velocemente possibile“.

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