Studio legale cerca praticante: “Single, tacchi a spillo, bella presenza” gli assurdi requisiti

Uno studio legale cerca praticante avvocatessa da formare e inserire nella propria struttura. Potrebbe sembrare un annuncio di lavoro come gli altri, ma scorrendo l’intero articolo comparso su Bakeka.it, qualcosa sembra non quadrare: “Ricerchiamo giovane avvocatessa o praticante avvocatessa da inserire nella nostra struttura. Offriamo una seria formazione qualificata e, in caso di avvocato un corrispettivo”, così ha inizio l’annuncio di lavoro, al netto degli errori, ma la situazione, scorrendo le parole, sembra prendere una piega diversa.

Studio legale cerca praticante

Uno studio legale di Caserta è alla ricerca di una praticante donna, possibilmente single e che si vesta in modo consono al lavoro da svolgere. Per consono, lo Studio Giannelli che ha pubblicato l’annuncio di lavoro, intende tacchi a spillo e tailleur. L’avvocato, secondo quanto riferisce Wired nel suo articolo, risulta regolarmente iscritto al Foro di Santa Maria Capua Vetere da marzo 2009, ma sono molti gli elementi che fanno pensare a qualcosa di più preoccupante. Per quale motivo l’annuncio è rivolto esclusivamente alle donne? Perché si ‘privilegian’ quelle single? Per fare questo lavoro è necessario presentarsi in ufficio con i tacchi a spillo?

Sono queste alcune delle molte domande che gli inviati di Wired hanno provato a fare allo studio Giannelli, ma nessuna risposta è stata ricevuta dai numeri di telefono contattati. L’avvocatessa Cathy La Torre, contattata da Wired, ha sottolineato come questo tipo di annunci di lavoro sia vietato per legge e che la questione risulta ben più grave se a farlo è un avvocato: “Questo annuncio viola la legge che, come avvocati, siamo tenuti a rispettare e a far rispettare – e aggiunge – lascia fuori del tutto gli uomini e prevede per le donne criteri del tutto arbitrari che ne escludono altre. Ad esempio una praticante o un’avvocata del suo foro, esclusa dalla selezione perché sposata, potrebbe presentare un esposto all’Ordine per chiedere dei provvedimenti disciplinari”.

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