Pensioni, l’aumento dell’età pensionabile e dei requisiti è definitivo, partirà dal 2019

L’aumento dell’età pensionabile a cinque mesi e i requisiti previsti e soggetti all’adeguamento dell’aspettativa di vita per il raggiungimento della pensione, sono ormai definitivi. A partire dal 2019 si uscirà dal lavoro a 67 anni di età per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, a 43 anni e 2 due mesi di contributi per quella anticipata, con un anno in meno per le donne, e così per le altre tipologie di pensione. L’incremento riguarderà anche i trattamenti agevolati e l’Ape Sociale. Non c’è, quindi, alcun ripensamento da parte del Governo, rimane solo da attendere l’aggiornamento sulle 15 categorie di lavori gravosi che saranno esenti. Ecco tutte le informazioni sulle diverse pensioni nel dettaglio.

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Pensione di vecchiaia ordinaria: subirà un primo incremento a partire dal 2018 per le lavoratrici del settore privato sia autonome che dipendenti. L’età minima salirà per tutti a 66 anni e 7 mesi, mentre a partire dal 1° gennaio 2019 si innalzerà ulteriormente a 67 anni. Per ottenerla sono necessari 20 anni di contributi che scendono a 15 per chi richiede l’opzione delle deroghe Amato, oltre al raggiungimento dell’età. Per coloro i quali abbiano contributi versati prima del 1996, l’assegno di pensione deve necessariamente superare di 1,5 volte l’assegno sociale e deve essere quindi pari a un minimo di 680 euro al mese.

Pensione di vecchiaia contributiva: anche in questo caso l’aumento inizierà dal 2019. Ad oggi è possibile ottenerla con 70 anni e 7 mesi di età con almeno cinque anni di contributi, mentre dal 2019 l’età minima salirà a 71 anni. Si ricorda che solo possono accedervi solo i soggetti con il calcolo interamente contributivo della prestazione.

Pensione anticipata: questo tipo di pensione può essere ottenuta per gli uomini con 42 anni e 10 mesi di contributi e per le donne con 41 anni e 10 mesi di contributi. Anche in questo caso i requisiti aumenteranno a partire dal 1° gennaio 2019 a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e a 42 anni e 3 mesi per le donne.

Pensione anticipata contributiva: solo chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo della pensione ha diritto a ottenerla. I requisiti sono i seguenti: almeno 20 anni di contributi maturati, un assegno pensionistico di almeno 2,8 volte l’assegno sociale, avere minimo 63 anni e 7 mesi di età. A partire dal 1° gennaio 2019 l’età aumenterà a 64 anni.

Pensione di vecchiaia: potrà essere ottenuto con un’età minima pari a 64 anni e 7 mesi, almeno 20 anni di contributi e un attesa del periodo di finestra che partirà dall’ultimo requisito ottenuto pari a 18 mesi di tempo. A partire dal 1° gennaio 2019 l’età salirà a 66 anni.

Pensione di anzianità: per poter beneficiare di questa tipologia di pensione sono necessari almeno 40 anni e 7 mesi di contributi maturati e un’attesa del periodo di finestra pari a 21 mesi. Gli anni di contributi da versare, anche in questo caso aumenteranno a 41.

Pensione con le Quote: ci sono, poi, alcuni tipi di pensioni agevolate e che prevedono quindi alcuni requisiti particolari, tra questi vi sono le Quote, che rappresentano l’età del lavoratore sommata agli anni di contributi versati. Queste Quote sono previste per le 15 categorie di lavori considerati gravosi. Per via dell’aumento dell’età pensionabile, aumenteranno di 0,4 punti, con un valore minimo pari a 98 punti e non più 97,6.

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