Ape Sociale tra ritardi e rinvii, presidente Inca: “Un fallimento facilmente prevedibile”

L’Ape Sociale sta facendo flop. Tra rinvii e ritardi la situazione non è delle migliori. Per la presidentessa dell’Inca, Morena Piccinini, si tratta di un fallimento facilmente prevedibile. Citando un comunicato dell’Inps, la rivista del patronato Esperienze spiega: “Se tutto andrà come dovrebbe andare, i primi assegni di indennità Ape sociale e anticipo pensionistico per lavoratori precoci non arriveranno prima di gennaio 2018“. La colpa, però, non sarebbe solo ed esclusivamente dell’Istituto di Previdenza.

Ape Sociale: non tutta la colpa è da attribuire all’Inps

Secondo Morena Piccinini, infatti: “Ad onore del vero di ritardi se ne sono accumulati tanti e non sempre per responsabilità dell’lnps. Il decreto applicativo ha avuto una gestazione complicata, tant’è che il decreto applicativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.138 soltanto il 16 giugno, con un ritardo di più di un mese. Poi, però, l’Istituto ci ha messo del suo per confondere ulteriormente le acque. E le cose ancor oggi non sono affatto chiare“. Dopo la presentazione delle domande e dunque alla data di scadenza del 30 novembre, l’Inps aveva diffuso i dati sulle richieste: “I risultati non sono affatto incoraggianti – spiega la Piccinini – con la prima, sono state accolte 15.493 domande di certificazione di Ape sociale e 9.031 richieste di lavoratori precoci, per un numero complessivo di 24.524 domande su 65.972 richieste complessivamente pervenute, pari al circa il 37 per cento; ben al di sotto della metà“.

Ape Sociale: ancora dubbi sulle domande rimaste

Con il riesame di molte domande relative all’Ape Sociale, almeno 2000 sono state finalmente accolte, ma su 11976 domande, ben più di 8 mila attendono ancora risposta. “Se questo è l’andazzo – sottolinea la Piccinini – cosa ne sarà delle 16.917 domande pervenute all’Inps, tra il 15 luglio e il 30 novembre? Il sospetto è che si avveri ciò che lo stesso Inps ha pronosticato, nell’ottobre scorso, in occasione dell’audizione alla Camera, quando, giocando di anticipo rispetto ai tempi, affermò che il 50 per cento delle risorse stanziate per l’indennità Ape sociale e l’anticipo pensionistico in favore dei lavoratori precoci, anche dopo il riesame delle domande, sarebbe rimasto inutilizzato. Un fallimento facilmente prevedibile, dunque, che si sarebbe dovuto e potuto evitare dando certezza del diritto, a chi subisce sulla propria pelle le conseguenze di un altro grossolano errore commesso dalla legge di riforma delle pensioni Monti-Fornero“.

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