Mantova, congedo dal lavoro per assistere figlio disabile: licenziata dall’azienda

Mantova, in congedo dal lavoro per assistere il figlio disabile affetto da Sma, l’azienda la licenzia senza alcun preavviso. La donna ha avuto il bambino tre anni fa e dopo la maternità ha chiesto il congedo per un periodo di tre anni con il 30 per cento in meno dello stipendio, l’azienda gliel’ha concesso, ma ora si ritrova senza più un lavoro e la situazione è finita in Tribunale.

In congedo dal lavoro per assistere il figlio disabile, viene licenziata: i fatti

La storia arriva dalla provincia di Mantova ed è stata pubblicata dalla Gazzetta di Mantova. In questo ultimo mese non è l’unica situazione simile, un racconto analogo proprio di poche settimane fa e che ha scatenato molte polemiche riguardava una donna separata, madre di un figlio disabile, licenziata dall’Ikea di Corsico. In questo caso, invece, la donna lavorava per una società che svolgeva rilevazione dei prezzi. Tre anni fa aveva avuto un figlio, Nikolas, purtroppo affetto da Sma, l’atrofia muscolare spinale, che lo tiene attaccato alle macchine con un sondino gastrico e un respiratore. Il bambino necessita di assistenza continua. Già durante il periodo della gravidanza, però, Veronica Piras aveva avuto alcuni disguidi con l’azienda e le era stato imposto il posticipo del congedo dal lavoro.

La lettera di licenziamento mai ricevuta: la faccenda finisce in Tribunale

L’azienda aveva poi ceduto alla richiesta, ma solo dietro consegna del certificato medico, il quale attestava i rischi della gravidanza. Una volta scaduti i cinque mesi di maternità, la donna aveva richiesto di poter usufruire del congedo dal lavoro con una riduzione dello stipendio del 30 per cento per un periodo di tre anni – il tutto consentito per Legge – per assistere il figlio disabile. Il periodo sarebbe poi scaduto a marzo del 2018, ma proprio lo scorso giugno ha ricevuto un’e-mail all’interno della quale l’azienda la invitava a restituire il materiale per la rivelazione dei prezzi, così come concordato nella lettera di licenziamento, lettera che, stando al racconto di Veronica Piras, non è mai arrivata. Il prossimo 13 dicembre, i legali contattati tramite il sindacato della UIL porteranno la faccenda in Tribunale.

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