Riforma pensioni 2017: emendamento sulla proroga per opzione donna ritirato

Riforma pensioni 2017: gli ultimi aggiornamento da parte del Governo Gentiloni in merito all’opzione donna non sono delle migliori. L’emendamento per la proroga prevista nel 2018 è stato infatti ritirato. La proposta, firmata da Raffaella Bellot, avrebbe dovuto fare parte della prossima Legge di Bilancio e doveva avere come scopo quello di favorire nuove condizioni per il pensionamento. Il Governo, però, sembra voler andare in un’altra direzione, ecco la situazione.

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Riforma pensioni 2017: emendamento sulla proroga per opzione donna ritirato

Raffaella Bellot ha dichiarato: “Come noto agli addetti ai lavori, il parere contrario del Governo costituisce anche una chiara indicazione di voto per i componenti della maggioranza. Senza alcun dubbio, quindi, il nostro emendamento sarebbe stato bocciato dalla Commissione bilancio“. Il regime sperimentale di opzione donna garantirebbe alle lavoratrici maggiori benefici, andando a riconfigurare i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione. Si tratta di un regime sperimentale poiché, in via ipotetica, sarebbe valido per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2008, anno dell’entrata in vigore del modello ‘base’, al 31 dicembre 2017.

Riforma pensioni 2017: in cantiere un nuovo tentativo per inserire l’emendamento a Montecitorio

La senatrice Bellot ha comunque precisato che sono già a lavoro nel tentativo di inserire nuovamente l’emendamento a Montecitorio. Inoltre, sarebbe già stato presentato un ordine del giorno all’esecutivo allo scopo di chiedere la proroga per il 2018. Altre associazioni cominciano a mobilitarsi, come l’AIDM che ha emanato un nuovo documento all’interno del quale viene preso in considerazione l’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2019 e le conseguenze negative che avrebbe sulla popolazione e in particolare sulle lavoratrici. Allo stesso modo il movimento opzione donna ha offerto supporto all’associazione, sottolineando sia i problemi derivanti dalla Legge Fornero che l’inaccettabilità della risposta del Governo sull’emendamento per la proroga 2018 di opzione donna.

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