Pensioni: nuovi requisiti per Opzione Donna e i rischi della Quota 100 sugli statali

La riforma delle pensioni voluta dal Governo Conte e che mette in prima linea la possibilità di introdurre la Quota 100 già da gennaio 2019, non è esente da rischi, legati soprattutto alla situazione dei lavoratori statali. Nei giorni scorsi si parlava di un probabile slittamento della Quota 100 e del reddito di cittadinanza, entrambe le misure potrebbero essere lanciate da Aprile e non da Gennaio, e potrebbero esserci delle finestre d’uscita, ma il vero problema sorgerebbe con i dipendenti statali, anche del settore sanitario. Inoltre, si pensa a nuovi requisiti per Opzione Donna.

Pensioni: i rischi della Quota 100 sugli statali

A sottlineare le falle della Quota 100 ci ha pensato Il Sole 24 Ore, che ha puntato il dito sulla criticità derivante dai lavoratori statali. Basti pensare che rappresentano il 40 per cento dei prossimi alla pensione, almeno 160mila pensionati su 400mila previsti. Il problema è rappresentato dal Tfs, la liquidazione che lo Stato paga ai dipendenti statali; secondo le attuali regole, 50mila euro devono essere pagati subito, mentre il restante entro 60 giorni. Si tratta, secondo le stime dei sindacati, di almeno 70mila euro per ogni dipendente pubblico, una somma non da poco che arriverebbe a 8 miliardi di euro. Il Governo sta pensando alla possibilità di liquidare tutto e subito, facendolo pagare alle banche; in questo modo lo Stato restituirebbe tutto in cinque anni con una riduzione del costo della liquidazione di 1,5 miliardi.

Pensioni: rischio esodo per scuola e sanità e nuovi requisiti per Opzione Donna

Con la Quota 100 potrebbe subentrare anche un rischio esodo per i dipendenti scolastici e sanitari. Si stimano almeno 40mila unità nella scuola e 70mila nel settore sanitario. Senza entrare nello specifico, i numeri riportati da Il Sole 24 Ore sono alti e con ogni probabilità il ricambio generazionale, soprattutto nel settore sanitario, potrebbe non funzionare come l’Esecutivo pensa. Giungono poi nuovi dettagli sulla possibile Proroga a Opzione Donna per il 2019: il rischio è di perderla, per questo motivo, spiega la nota dell’Inps, per non rischiare di dover ulteriormente rimandare la Manovra, si pensa ad un aumento dei requisiti anagrafici per averne di diritto, l’aumento sarebbe di un anno sia per le lavoratori pubbliche che per quelle private.

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