Pensioni: dubbi su Quota 100 e 41 dopo lettera UE

Dal prossimo 1° gennaio 2019, secondo le indicazioni del Governo giallo verde, dovrebbe partire il superamento graduale della legge Fornero grazie all’introduzione della Quota 100. L’unico rischio è che possa slittare al mese successivo, ha sottolineato Massimo Garavaglia, viceminitro all’Economia. Come da accordi, ci saranno 7 miliardi di euro a disposizione per il 2019, mentre per quanto riguarda la Quota 41, questa si farà, ma non adesso. Nonostante le premesse, però, tornano molti dubbi, soprattutto dopo la bocciatura del Def da parte dell’UE e la conseguente lettera pervenuta a Palazzo Chigi.

Pensioni: tutti i rischi della riforma dopo la lettera UE

Ieri, nel corso della serata, è arrivata una lettera a Palazzo Chigi firmata da Moscovici e Dombrovskis che seguita la bocciatura del Def, un’azione che in realtà in molti si aspettavano al Governo. Per ottobre, inoltre, ci saranno anche i giudizi delle agenzie di rating, sottolinea il quotidiano Today.it, e se le cose non dovessero essere positive, all’impennata dello spread dovrà necessariamente seguire un intervento del Governo sulla Legge di Bilancio. Non è da escludere che ha rischiare saranno soprattutto le misure pensate per riformare il mondo delle pensioni e che quindi gran parte delle misure potrebbero subire pesanti modifiche e rallentamenti o, peggio ancora, grossi tagli per mancanza di fondi.

Pensioni, Salvini: Quota 41 ultimo grande obiettivo della riforma

La Quota 41, nonostante tutto, rimane il vero obiettivo del vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Non potrà essere attuata nel breve periodo, ma entro il 2020, con ogni probabilità, arriverà la modifica e verrà estesa a tutti, indipendentemente dall’età. Come ha sottolineato il leader della Lega: “Nel 2019 non mandiamo tutti in pensione. Siamo solo all’inizio, questa è la prima manovra. L’obiettivo finale è andare in pensione con 41 anni di contributi al di là dell’età anagrafica“. Parole che però rischiano di rimanere tali: secondo l’istituto di previdenza, nel caso in cui la Quota 100 venisse introdotta senza paletti o penalizzazioni, il costo sarebbe di almeno 20 miliardi l’anno con un incremento di circa 750mila pensionati; con i paletti dei 62 anni di età e 38 di contributi, invece, sarebbero 350mila, ma in molti si domandano sei quei 7 miliardi basteranno per attuare la prima parte della controriforma.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Iscriviti alla nostra newsletter, sarai tra i primi a conoscere le ultime news!

Seleziona lista (o più di una):

Leggi la nostra Informativa sulla privacy

© Tutti i diritti riservati. È vietata ogni forma di riproduzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!