Mobbing al lavoro: cosa fare e come difendersi

Il Mobbing al lavoro è una realtà in molte aziende e tutti i dipendenti denunciano questo abuso che, spesso, porta a vivere una situazione tossica in un ambiente di lavoro stressante e privo di stimoli. Cos’è, dunque, il Mobbing? Come si riconosce e come ci si può difendere? Qui di seguito troverete tutte le informazioni che dovete sapere per poter fronteggiare questa situazione.

Cos’è il Mobbing al lavoro

Il termine inglese con il quale si definisce questo abuso, deriva da ‘Mob’ che significa ‘assalire’ o ‘aggredire’ oppure ‘molestare’. Per Mobbing al lavoro, dunque, si intendono tutta quella serie di comportamenti di natura violenta che una persona o un gruppo di persone rivolge nei confronti di un’altra persona, nel caso del luogo di lavoro è un membro del team a subirlo. Più nello specifico, invece, viene considerato una forma di terrore psicologico che si sviluppa attraverso atteggiamenti aggressivi e vessatori ripetuti nel tempo. Può avvenire sia da parte del datore di lavoro o del capo, sia da parte di altri colleghi. Questo tipo di atteggiamento blocca e impedisce all’abusato di svolgere serenamente il proprio lavoro. Nel caso in cui tale atteggiamento venga messo in atto da un superiore, un capo o un direttore, il termine cambia nome in Bossing.

Come nasce il Mobbing al lavoro

In primo luogo, è giusto sottolineare che il Mobbing al lavoro avviene poiché nessun altro dei presenti lo impedisce. Gli altri colleghi non provano a fermare la violenza e, al contrario, si instaura un regime di omertà volto mantenere la propria posizione, evitare ritorsioni oppure lo stesso Mobbing da parte dell’abusante. Questa omertà professionale è un terreno fertile per il proghedire della violenza e può solo peggiorarla sul lungo termine. Alcuni punti di partenza dai quali può nascere il Mobbing sono la competizione e lo stimolo ad aumentare sempre la produttività. Questi approcci negativi sul posto di lavoro possono favorire la nascita del Mobbing. Allo stesso modo, anche le emozioni, i rapporti interpersonali possono stimolarne lo sviluppo: antipatie, disprezzo, odio verso la vittima.

Come si riconosce il Mobbing al lavoro

Al contrario di ciò che si pensa, riconoscere il Mobbing al lavoro non è affatto così semplice. Esistono almeno tre punti o azioni che vengono compiute durante l’azione di Mobbing:

  • Azioni intenzionali, con uno scopo preciso verso la vittima
  • Modalità continuativa e sistematica
  • Durata a lungo termine

Gli aggressori, chiamati Mobber, aggrediscono psicologicamente la vittima in maniera sistematica e prolungata nel tempo, attentando alla sua stabilità professionale, emotiva e psicologica. I rapporti sociali del mobbizzato si deteriorano, diventano conflittuali e conducono al vittima all’isolamento sociale e all’emarginazione. Una costante che è stata evidenziata in questa pratica è la posizione inferiore della vittima rispetto ai suoi aggressori. È lo status all’interno del contesto lavorativo a rendere la persona una vittima, non il grado di cultura o intelligenza. Nel tempo, quindi, la vittima perde virtualmente la sua posizione e i suoi elementi sul posto di lavoro:

  • La sua influenza
  • La salute
  • La sua dignità
  • Gli amici
  • L’entusiasmo nel lavoro
  • Il rispetto degli altri
  • La fiducia in se stesso

Oltre a sentirsi dequalificata, emarginata e umiliata, la vittima comincia a ricevere compiti al di sotto delle sue capacità: spesso viene spostata d’ufficio o ridicolizzata davanti ai clienti o ai suoi superiori. Ci sono poi situazioni ancora peggiori, nelle quali la vittima subisce dei veri e propri sabotaggio. Qual è lo scopo di tutto questo? Lo scopo è sempre e solo uno: cacciare la vittima, indurla alle dimissione volontarie o provocarle un licenziamento.

Esempi di Mobbing al lavoro

Vediamo qui di seguito alcuni esempi con cui si consuma un’azione di mobbing ai danni di un collega o di un dipendente:

  • Visite fiscali continue in caso di malattia
  • Dequalificazione delle mansioni: spesso i compiti assegnati risultano banali come fare fotocopie, ricevere telefonate o ricevere compiti privi di possibilità decisionale
  • Richiami e rimproveri sia in pubblico che nel privati per cause banali
  • Ricevere restrizioni come la chiusura della casella di posta elettronica o dell’accesso a internet

Come tutelarsi dal Mobbing al lavoro

Purtroppo, ad oggi in Italia non esistono centri specializzati in questo tipo di abuso, in grado di fornire supporto alla vittima. La vittima può trovare supporto solo in parenti e amici, quasi mai nell’ambiente lavorativo. In questi ultimi anni sono stati presentati diversi disegni di legge, nessuno di questi è ancora stato approvato nel nostro paese e quindi non esiste alcun tipo di legislazione anche se alcuni atteggiamento appena citati rientrato in altre tipologie di reati. Secondo la Costituzione, però, esistono diversi atteggiamenti che possono essere considerati reato sul posto di lavoro: percosse, diffamazione, abuso di ufficio, minaccia, molestie, atti persecutori. Il demansionamento, ad esempio, a livello giuridico è vietato e nel Mobbing è una delle pratiche più comuni. Secondo l’art. 1 e l’art. 2 della Costituzione, infatti, costituisce una lesione del diritto fondamentale della libera esplicazione della personalità del lavoratore sul posto di lavoro.

Per difendersi dal Mobbing al lavoro si consiglia quindi di rivolgersi a un legale per ricevere supporto, nonché ad organizzazioni sindacali che spesso offrono sostegno in certe situazioni sia in termini di consulenza che di assistenza legale. Inoltre, è bene sapere che esistono studi giuslavorismi specializzati proprio in casi di Mobbing e discriminazioni sul posto di lavoro. In ogni caso bisogna rivolgersi a un avvocato penalista in caso di reati penali.

Conseguenze del Mobbing al lavoro per vittima e azienda

Le conseguenze per chi subisce Mobbing al lavoro riguardano sia la sfera professionale, sia la sfera psicologica, emotiva e biologica. Non sono affatto rari i casi in cui la vittima sviluppi nel tempo problemi di salute, tra cui:

  • Attacchi di panico
  • Stati d’ansia
  • Palpitazioni
  • Tachicardia
  • Problemi di espressione
  • Difficoltà respiratorie
  • Problemi cutanei, dermatite
  • Mal di testa
  • Disturbi gastrici

Sono frequenti anche i disturbi del sonno, incubi, insonnia. Nei casi molto gravi, la vittima può anche arrivare ad atti estremi come il suicidio. Anche per l’azienda ci sono delle conseguenze negative: una persona vittima di Mobbing al lavoro diminuirà le sue prestazioni e la produttività, il rendimento diminuirà a causa dei disturbi di salute che la vittima svilupperà. A livello sociale, poi, i dipendenti tendono a parlare al di fuori dell’ambiente aziendale e quindi anche la società ne risentirà a livello di reputazione.

Se sei vittima di Mobbing al lavoro e vuoi raccontare la tua storia, scrivici al seguente indirizzo e-mail: scoprilavoro@gmail.com

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