Pensioni, Salvini detta nuove condizioni: Quota 100 con 62 anni

Il vicepremier del Governo Conte e Ministro dell’Interno leghista, Matteo Salvini, durante la trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa è tornato a discutere del tema pensioni, in particolare dell’introduzione della Quota 100 e della cancellazione della legge Fornero, che rimane sempre l’obiettivo primario dell’esecutivo gialloverde. In questi giorni si è parlato della Quota 100 Light e della Quota 100 modulabile, della possibilità di inserire il paletto dei 64 anni di età e 36 di contributi, ma ora Salvini rimescola le carte in tavola abbassando l’età per la pensione.

Pensioni, Salvini: Quota 100 con 62 anni

Come sempre, Matteo Salvini ha sottolineato la volontà primaria del Governo Conte che consiste nella cancellazione definitiva della legge Fornero e nell’introduzione di nuove misure che favoriscano l’uscita dal mercato del lavoro a un’età più bassa. La nuova proposta lanciata dal Ministro e vicepremier considera un’età più bassa per la Quota 100, pari a 62 anni, di contro, i contributi da versare salgono a 38 anni, dunque chi ha cominicato a lavorare a 24 anni potrebbe andare in pensione a un’età più favorevole. Oltre alla pensione anticipata dell’Inps e all’anticipo pensionistico previsto dall’Ape Volontario, il nuovo strumento potrebbe risultare utile, anche se potrebbero esserci delle penalizzazioni. Per quanto riguarda l’Ape Sociale, a questo punto, è probabile che non verrà rinnovata.

Pensioni: la proposta di Salvini è possibile?

Oggi, per poter arrivare alla pensione di vecchiaia sono richiesti 66 anni e 7 mesi di età con almeno 20 anni di contributi versati. Ricordiamo che a partire dal 2019, la soglia dell’età si alzerà a 67 anni a causa dell’adeguamento dell’aspettativa di vita. Per quanto riguarda la pensione anticipata Inps è sufficiente il requisito dei 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Entrambi i requisiti si alzeranno nel 2019. E la Quota 41 che fine farà? Per ora ancora non se ne parla, ma è una misura molto utile per i lavoratori precoci. Il problema risiede nel costo, Quota 41 e Quota 100 insieme non sono sostenibili, per questo la prima potrebbe slittare al 2020.

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