Pensioni: Quota 100 e 41, per Di Maio l’abolizione della legge Fornero rimane prioritaria

Il vicepremier e Ministro del Lavoro pentastellato, Luigi Di Maio, torna a parlare di Quota 100 e Quota 41, oltre che di redditto e pensione di cittadinanza. Durante l’audizione alla Camera ha rassicurato gli animi sull’abolizione della legge Fornero, che resta una delle priorità del Governo Conte. Le sue parole corrispondono a quanto affermato da Alberto Brambilla, esperto della Lega sui temi previdenziali, che ha, a sua volta, sottolineato la manovra più utile per raggiungere l’obiettivo: l’introduzione della Quota 100 con i paletti dei 64 anni di età minimi e 36 anni di contributi versati.

Pensioni: Di Maio rassicura su Quota 100, Quota 41, reddito e pensione di cittadinanza

Oltre all’introduzione della Quota 100, Di Maio è tornato a parlare del reddito e della pensione di cittadinanza. Come ha affermato il vicepremieri: “fondamentale garantire le pensioni minime sopra la soglia di povertà” perché questo “permetterà di riequilibrare le risorse sotto i 780 euro”. Inoltre, ha sottolineato come il superamento della legge Fornero rimanga uno degli obiettivi principali del Governo: “Lavoriamo all’introduzione di quota 100 tenendo ben presente chi ha maturato anzianità contributiva di 41 anni”. Seguendo le sue affermazioni, le possibilità si riducono a due: la Quota 100 Light a partire dal 2019 o la modifica della Quota 41 estesa a tutti. Rimane poi la manovra relativa al taglio delle pensioni d’oro.

Pensioni, Poletti (Uil): Quota 100 e Quota 41 sono misure efficaci

Domenico Poletti, segretario confederale della Uil, sembra essere d’accordo con gli obiettivi dell’esecutivo gialloverde: “onsentire il pensionamento con quota 100 senza alcun vincolo così come con 41 anni di contribuzione senza penalizzazioni, rappresenterebbero due misure utili per modificare la legge Fornero”. L’unico ammonimento da parte del sindacato risiede nella possibilità di non eliminare i provvedimenti presi in passati e, anzi, sommarli a quelli che metterà in atto il Governo nei prossimi mesi, agli obiettivi per i lavoratori precoci e i disoccupati, non lasciando fuori i giovani e l’occupazione giovanile in generale. Per questi motivi il sindacato preme anche per un nuovo confronto con il Governo assieme alal Cgil e alla Cisl.

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