Pensioni: ancora nessun accordo su taglio assegni d’oro, rimane ipotesi Quota 100

Pensioni: non ci sono ancora certezze dopo il vertice di maggioranza del Governo Conte in merito al superamento della legge Fornero. La proposta principale consisteva nell’introdurre subito la Quota 100 a gennaio 2019 e modificare in un secondo momento la Quota 41 rendendola accessibile a tutti indipendentemente dall’età. Si parlava, infatti, di controriforma in due tappe, ma ora ci sono ancora forti dubbi e la Quota 41 è stata accantonata. Al suo posto era stata lanciata l’ipotesi di una Quota 42 per ammortizzare costi e incremento del numero dei pensionati, ma ad oggi l’unica scelta plausibile, secondo l’esecutivo, rimane la Quota 100.

Pensioni: Quota 100 rimane il punto di partenza

Non è ancora ufficiale ma, secondo le ultime indiscrezioni, la Quota 100 rimane la base dalla quale partire per superare la legge Fornero. La Quota 100 consiste nella somma dell’età anagrafica con gli anni di contributi versati e quasi certamente verranno messi dei paletti, come l’età minima fissata a 64 anni e, di conseguenza, almeno 36 anni di contributi. Senza questi paletti e con l’aggiunta della pensione di anzianità, il costo per mantenere tutta la manovra sarebbe troppo alto, pari ad almeno 14 miliardi di euro che arriveranno a 21 miliardi entro il 2028. Come ha sottolineato Cesare Damiano, esponente PD: “Quota 100, se ha come requisito di base un’età anagrafica di 64 anni, oltre a restringere la platea dei potenziali fruitori, è meno vantaggiosa dell’Ape che parte dai 63 anni di età. Se a questo si aggiunge un ventilato ricalcolo contributivo a partire dal 1996 per chi dovesse utilizzare la Quota, saremmo di fronte a un cospicuo taglio dell’assegno pensionistico“.

Pensioni: Lega e M5S in disaccordo sul taglio degli assegni d’oro

M5S e Lega, le due principali forze politiche che guidano il Governo, non hanno ancora trovato un punto di incontro sul taglio agli assegni d’oro. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, nonché uno dei firmatari del progetto di legge assieme a Francesco D’Uva del M5S, ha spiegato all’Ansa: “Se l’applicazione della norma porta effetti diversi da quelli desiderati, lavoreremo con i tecnici del Parlamento e del ministero – che ha le tabelle – per correggerla. L’idea di fondo è un ricalcolo per arrivare di fatto, solo per il retributivo delle pensioni sopra i 4mila euro netti, a un contributo di solidarietà a favore delle pensioni minime“. Come ha sottolineato Molinari, la proposta era già contenuta nel programma elettorale: “Abbiamo sostenuto la proposta dei Cinque stelle, concordando un’impostazione che non penalizzi chi è andato in pensione prima in cambio del sostegno alla “nostra flat tax – e ha aggiunto –Su questa vicenda del taglio delle pensioni d’orosi sta creando un clamore che neanche sulla legge Fornero, che ha rovinato la vita a milioni di italiani. La nostra invece è un’operazione di equità“.

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