Pensioni, Damiano: “Quota 100? Era molto meglio l’Ape”

Pensioni: Cesare Damiano, ex Ministro del Lavoro e oggi esponente del PD, è sempre stato d’accordo sull’idea di superare la legge Fornero, anche gradualmente. Da un certo punto di visto, questa manovra dell’intesa Lega-M5S è sempre stata un punto di incontro, forse l’unico, ma i dubbi rimangono e dopo il vertice del Governo sono ancora molti i dubbi e i punti oscuri. Proprio ieri si è parlato di un possibile cambio di rotta da parte dell’esecutivo a causa dei costi elevati della Quota 100; la nuova ipotesi, infatti, prevede l’introduzione della Quota 42. Questa volta, però, per Cesare Damiano ci sarebbero grossi problemi.

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Pensioni, Damiano: “Quota 100? Meglio l’Ape”

Secondo Damiano, va bene superare la legge Fornero, ma la Quota 100 non è la soluzione più appropriata, soprattutto se viene introdotta con la formula del paletto dei 64 anni di età minimi per accedervi e i 36 anni di contributi da versate. Per l’ex Ministro del Lavoro, infatti, la manovra dell’intesa Lega-M5S sarebbe ‘pura propaganda’ e non risolverebbe il problema. Al contrario, in questo caso sarebbe più vantaggiosa l’Ape poiché garantirebbe l’uscita dal mercato del lavoro a 63 anni: “Quota 100? Se ha come requisito di base un’età anagrafica di 64 anni, oltre a restringere la platea dei potenziali fruitori, è meno vantaggiosa dell’Ape che parte dai 63 anni di età. Se a questo si aggiunge un ventilatoricalcolo contributivo a partire dal 1996 per chi dovesse utilizzare la Quota, saremmo di fronte a uncospicuo taglio dell’assegno pensionistico“.

Pensioni, Cisl: “Governo deve aprire confronto su regole di accesso flessibile”

Anche la Cisl è scesa in campo dopo il recente vertice del Governo chiedendo un confronto diretto sulle regole di accesso flessibile. Il sottosegretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, ha sottolineato: “Occorre che il Governo apra ai primi di settembre in vista della predisposizione della legge di stabilità un confronto con il sindacato sul tema delle pensioni. La Cisl, unitamente alle altre confederazioni, ha recentemente inviato proprio una richiesta di incontro al Ministro del Lavoro allo scopo di discutere le possibili scelte da compiere in materia previdenziale“. Tra gli argomenti per i quali è necessario un tavolo delle trattative al più presto, ha specificato Ganga, ci sono le nuove regole per l’accesso flessibile alla pensione, una formula di sostegno per i giovani e l’individuazione delle altre professioni che dovrebbero rientrare nei lavori gravosi e che quindi dovrebbero essere esentate dall’adeguamento all’aspettativa di vita.

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