Pensioni 2018: ipotesi Quota 42 al posto della Quota 100

Pensioni 2018: la Quota 100 è sempre stata il cavallo di battaglia dell’intesa Lega-M5S. Il vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si è sempre detto d’accordo sul superamento della legge Fornero e per farlo, l’unica strada che sembrava percorribile fino a pochi giorni fa era quella della controriforma in due tappe. Introdurre la Quota 100 a partire dal prossimo gennaio e modificare la Quota 41 allargandola a tutti, indipendentemente dall’età. Nell’ultimo mese, però, si è parlato di una possibile Quota 42 al fine di ammortizzare i costi e l’incremento dei pensionati nel breve periodo, ma dopo il vertice di ieri del Governo sulla Legge di Bilancio, qualcos’altro potrebbe essere cambiato.

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Pensioni 2018: Quota 42 al posto della Quota 100

Ieri si è tenuto il vertice di maggioranza del Governo relativo alla Legge di Bilancio, un momento cruciale per capire quale direzione prenderà l’esecutivo in merito alla situazione pensionistica italiana. Secondo molti quotidiani, come Il Sore 24 Ore, la Quota 100 avrebbe un costo troppo oneroso che andrebbe dai 4 ai 14 miliardi di euro. Queste cifre starebbero spingendo il Governo verso un’altra direzione, abbandonando, di fatto, l’ipotesi relativa all’introduzione della Quota 100 e alla successiva modifica della Quota 41, stimata per il 2020. In questo modo, con la Quota 42, tutti gli aspiranti pensionati potrebbero lasciare il mercato del lavoro indipendentemente dall’età se hanno versato almeno 42 anni di contributi. Verrebbero ridotti anche i requisiti per potervi accedere, ma sarebbe una manovra molto diversa rispetto alla Quota 41 come la intendono i lavoratori precoci.

Pensioni 2018, Damiano: con Quota 100 vengono tradite le promesse elettorali

Molto critico l’esponente del PD Cesare Damiano sull’introduzione della Quota 100, secondo l’ex Ministro del Lavoro sarebbe necessario un nuovo tavolo delle trattative fra Governo e sindacati: “Il tema delle pensioni, per il Governo, appare e scompare come le acque carsiche. Di Maio lo ignora, Salvini propone Quota 100 e Conte non ne parla. Pensare di risolvere tutto con Quota 100 che, oltretutto, pare che abbia come base i 64 anni di età e il ricalcolo contributivo dal ’96, significherebbe tradire le promesse elettorali dei partiti di Governo e arretrare addirittura rispetto all’Ape – ha aggiunto, concludendo – in un sistema pensionistico strutturalmente flessibile, non si può avere un piede di partenza al di sopra dei 63 anni“.

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