Pensioni 2018: Quota 100 si farà, ma ci saranno dei paletti

Pensioni 2018: uno degli obiettivi principali del Governo Conte, fin dagli esordi, è sempre stato quello del superamento definitivo della legge Fornero. Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell’Interno, non ha mai nascosto l’intenzione di smontare la legge Fornero pezzo per pezzo e per farlo, negli ultimi tre mesi, è stata messa a punto una sorta di riforma in due tappe. Già a partire da gennaio prossimo verrà introdotta la Quota 100, mentre per la Quota 41 bisognerà attendere almneo il 2020, anche se ormai si parla di Quota 42. La Legge di Bilancio è ormai vicina, ma la stessa Quota 100 che dovrebbe rientrarci potrebbe avere dei vincoli. Vediamo quali.

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Pensioni 2018: Quota 100 sì, ma saranno necessari dei paletti

La Quota 100 potrebbe diventare realtà molto presto. In cosa consiste? Consiste nella somma dell’età anagrafica con quella contributiva, il numero 100 garantirebbe così l’uscita dal mercato del lavoro. Il problema, però, è che potrebbe funzionare diversamente a causa di alcuni paletti giudicati necessari per far quadrare i conti. L’ipotesi del requisito dell’età è sempre più concreto e si parla di 64 anni minimo per potervi accedere, questo significa che se anche un soggetto avesse maturato più contributi, non potrebbe andare in pensione con un’età inferiore a 64 anni. Questo è quindi uno dei paletti più ‘quotati’. Il secondo riguarda il superbonus, ovvero un 33 per cento in più nell’assegno pensionistico per tutti i lavoratori che decidono di rimanere nel mercato del lavoro anche dopo aver maturato i requisiti per uscirne.

Pensioni 2018: che fine farà Quota 41

Si parla ancora della Quota 41, la famosa seconda parte della riforma delle pensioni voluta dal Governo Lega-M5S. Nel piano dell’esecutivo, in principio, c’era l’idea di modificare la Quota 41 in un secondo momento, forse nel 2020, garantendo così a tutti di poter uscire dal mercato del lavoro con 41 anni di contributi versati indipendentemente dall’età anagrafica. Nell’ultimo mese, invece, si è fatta largo l’idea di una Quota 42 al fine di ammortizzare l’incremento del numero di pensionati che deriverebbe dalla modifica della Quota 41. In questo momento risulta tutto accantonato.

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