Pensioni 2018, Damiano: “Ok Quota 100 e 41, ma senza trucchi”

Pensioni 2018: l’introduzione della Quota 100 allo scopo di superare la legge Fornero potrebbe diventare realtà a partire dal prossimo gennaio. Il vicepremier e Ministro del Lavoro pentastellato, Luigi Di Maio, ha specificato la volontà di gestire le tematiche previdenziali il prima possibile, in particolare quelle definite come ‘emergenze sociali’. Quota 100 potrebbe dunque finire nella prossima Legge di Bilancio, mentre non si sa ancora cosa succederà alla Quota 41, se verrà modificata o meno o se si passerà alla Quota 42 per evitare l’incremento dei costi e del numero di pensionati in un lasso di tempo troppo breve per essere gestito nel modo migliore. In questo scenario, Cesare Damiano, esponente PD, intervistato dal sito internet di informazione Pensionipertutti.it, ha parlato di Quota 100, 41, nona salvaguardia, esodati.

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Pensioni 2018: Damiano d’accordo con Quota 100 e 41, ma senza trucchi

Lo ha specificato l’esponente del Partito Democratico, Cesare Damiano. Secondo Damiano, il Governo Conte sarà costretto a scoprire le proprie carte con la prossima Legge di Bilancio: “È evidente – ha spiegato Damiano –  che le risorse necessarie per realizzare Quota 100 e per il ripristino della pensione di anzianità con 41 anni di contributi dovranno essere ingenti. L’INPS fornisce sempre cifre sovrastimate, ma comunque stiamo parlando di valutazioni oscillanti fra gli 8 e i 20 miliardi all’anno. Anche la stima più bassa è di notevole impatto economico“. Damiano si dice quindi favorevole all’introduzione della Quota 100 e alla Quota 41 senza il requisito anagrafico, l’importante è che non ci siano trucchi da parte del Governo Conte: “Se Quota 100 è la somma di 64 anni di età più 36 di contributi – ha sottolineato durante l’intervista – la platea si restringe e siamo ad un anno sopra rispetto a quanto previsto dall’Ape Sociale e volontaria. Per questo bisogna evitare che l’Ape venga soppressa, altrimenti si provocherebbe un danno notevole a chi appartiene alle categorie dei lavori gravosi“.

Pensioni 2018: Opzione Donna, il punto della situazione

Per quanto riguarda la proroga a Opzione Donna, Orietta Armiliato ha tracciato un quadro generale della situazione odierna. La proroga per Opzione Donna, infatti, è considerata parte integrante della riforma pensionistica che il Governo Conte vorrebbe attuare nel breve periodo. Orietta Armiliato, sulla pagina Facebook del Comitato Opzione Donna Social, ha dunque sottolineato ciò che ancora non è chiaro di questa riforma; si chiede, infatti, se i requisiti anagrafici rimarranno invariati, così come quelli contributivi, entrambi necessari per l’accesso alla pensione. Anche il costo della proroga stessa non è chiaro. Come ha riportato la stessa Armiliato: “Con il contratto di Governo Lega e M5S si sono impegnate alla proroga della misura, ma con questa puntuale precisazione: prorogheremo la misura sperimentale opzione donna che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili“.

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3 pensieri riguardo “Pensioni 2018, Damiano: “Ok Quota 100 e 41, ma senza trucchi”

  • agosto 1, 2018 in 9:03 am
    Permalink

    A novembre compio 66 anni 39 anni di contributi.quando andro’in pensione?

    Risposta
  • agosto 1, 2018 in 9:37 am
    Permalink

    Bravo damiano!!!!
    Quando governavate voi non si poteva…specialmente ai precoci…
    Non c erano risorse!!!
    Salvo poi dare 20 Miliardi x le banche!!!!
    Bella gente siete!!!
    Speriamo ci riusciate ora…..

    Risposta
  • agosto 1, 2018 in 1:03 pm
    Permalink

    Per non gravare tutti assieme per i lavoratori precoci quota 41 si può tener conto dei lavoratori che hanno lavorato da eta ‘ : 15 anni 16 anni 17 anni 18 anni e 19 anni quindi si inizia dal più giovane che ha iniziato e così via può essere un altra alternativa grazie

    Risposta

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