Pensioni 2018: il bonus part-time per chi continua a lavorare e sceglie il rinvio

Pensioni 2018: la maggior parte delle persone non vede l’ora di andare in pensione e uscire definitivamente dal mercato dal lavoro, ma non sempre è così. Per questo motivo e per tutte quei lavoratori che vogliono rimanere ancora qualche anno, lo Stato ha introdotto un bonus per ritardare la pensione. Questo bonus part-time è stato infatti introdotto dallo Stato grazie alla Legge di Stabilità del 2016 ed è rivolto a soggetti specifici. Vediamo tutti i dettagli e chi può usufruirne.

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Pensioni 2018: a chi spetta il bonus part-time

Con la Legge di Stabilità 2016, lo Stato ha introdotto un bonus specifico per alcune categorie di lavoratori che hanno raggiunto i requisiti necessari al pensionamento, ma non vogliono lasciare il mercato del lavoro. I requisiti richiesti sono così specificati:

  • Pensione di vecchiaia: 66 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi
  • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne

Se i soggetti lavoratori che hanno maturato questi requisiti decidono di rimanere nel mercato del lavoro per un periodo massimo di tre anni, passando però da un orario full-time a part-time, potranno avere accesso al bonus. Questo bonus, però, può essere richiesto solo dai lavoratori del settore privato. Se un lavoratore decide quindi di andare in pensione più tardi usufruendo del bonus, troverà una cifra maggiore in busta paga e beneficierà della piena contribuzione. L’importo dell’assegno pensionistico, in questo caso, sarà più alto.

Pensioni 2018: lo stipendio

Per quanto riguarda lo stipendio, ci sono alcuni dettagli da chiarire. L’assegno viene infatti integrato in misura pari alla contribuzione persa mediante il passaggio dell’orario di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. Ciò significa che alla cifra prevista grazie all’orario part-ime bisognerà aggiungere il 33 per cento di quella riconosciuta precedentemente. L’Inps, al contrario, accredita i contributi sul 100 per cento della retribuzione. L’orario di lavoro, invece, con l’accordo part-time, potrà essere ridotto fino a un massimo del 60 per cento, in accordo con il proprio titolare.

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