Pensioni 2018: Quota 42 sempre più vicina, sindacati: “Passare dalle parole ai fatti”

Pensioni 2018: il superamento della legge Fornero rimane l’obiettivo principale del Governo Conte. Matteo Salvini, leader della Lega, vicepremier e Ministro e dell’Interno, ha ribadito a più riprese la volontà di smontare la legge Fornero pezzo per pezzo. In principio si era parlato dell’introduzione della Quota 100 già a partire da gennaio 2019 e che sarebbe finita nella prossima legge di Bilancio; in questo caso, come seconda battuta, sarebbe toccato alla Quota 41 essere modificata, garantendo l’uscita dal mercato del lavoro con i soli anni di contributi versati. Come data utile c’era il 2020, ma ad oggi le carte in tavola sono state rimescolate e la possibilità della Quota 42 è sempre più tangibile. Allo stesso modo c’è anche il superbonus 30 per cento, ma in questo continuo giro di idee i principali sindacati chiedono risultati.

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Pensioni 2018: Quota 100 e l’inserimento del superbonus 30 per cento

La Quota 100, in principio, doveva elargire la possibilità di uscire dal mercato del lavoro grazie alla somma tra gli anni di contributi versati e l’età anagrafica: 64 anni di età, minimo, più 36 anni di contributi. La data utile è gennaio 2019, ma ora si parla dell’eventualità di garantire un superbonus 30 per cento in più sulla busta paga per chi decide di rimanere a lavorare. In questo modo si eviterebbe il tanto temuto ‘esodo pensionistico’. L’innalzamento del numero di pensionati, circa 750mila secondo le stime di Tito Boeri, in un tempo troppo breve potrebbe portare a un collasso con conseguente difficoltà nel riuscire a pagare tutte quelle pensioni. Da qui l’idea della Quota 42 anziché Quota 41; lo scopo sarebbe quello di ammortizzare l’uscita dal mercato del lavoro e allo stesso tempo la spesa pubblica. L’idea è sempre più concreta, ma bisogna incastrare bene tutti i pezzi per non lasciare fuori nessuno e perdere il controllo di una situazione già di per sé precaria.

Pensioni 2018: i sindacati ora chiedono più fatti e meno parole

Questa sorta di stallo nel quale giace il Governo comincia a innervosire sia gli aspiranti pensionati che, soprattutto, i maggiori sindacati italiani: “Ci auguriamo che arrivi presto il momento per passare dalle parole ai fatti. Sulle pensioni si continua a girare attorno al problema senza esplicitare in che modo si vuole intervenire, e più passano i giorni più sembra affievolirsi, nelle intenzioni del Governo, la possibilità di una vera riforma che superi strutturalmente la legge Fornero. Auspichiamo che il ministro Di Maio convochi in tempi brevi Cgil-Cisl-Uil per poter avviare un confronto di merito – ha sottolineato il sottosegretario Roberto Ghiselli, della Cgil, aggiunendo – La discussione su singoli aspetti, come sui vitalizi o su nodi a volte condivisibili se non fosse per gli innumerevoli vincoli restrittivi previsti, come per quota 100, appare più un insieme di diversivi mediatici che una reale intenzione di fare sul serio“.

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Un pensiero riguardo “Pensioni 2018: Quota 42 sempre più vicina, sindacati: “Passare dalle parole ai fatti”

  • luglio 18, 2018 in 10:28 am
    Permalink

    Lasciateci la Fornero è la meno peggio la riforma quota 100/41 è PEGGIORATIVA
    ASSOLUTAMENTE NOOOOO AL RICALCOLO CONTRIBUTIVO DELLA QUOTA B

    Risposta

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