Pensioni 2018: taglio a quelle d’oro e aumento assegni sociali, i primi colpiti

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Pensioni 2018: mentre Matteo Salvini, vicepremier della Lega e Ministro dell’Interno, continua la sua marcia al fine di smontare la legge Fornero pezzo per pezzo attuando una possibile controriforma in due tappe, Luigi Di Maio, vicepremier pentastellato e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, continua verso il taglio delle pensioni d’oro e dei vitalizi dei parlamentari. L’obiettivo dichiarato è proprio quello di ricavare ‘fondi’ per almeno un miliardo di euro, che andranno poi spalmati – come riporta il Sole 24 Ore – sulle pensioni minime allo scopo di equilibrarle tutte a 780 euro. Si tratterebbe, in questo caso, delle pensioni di cittadinanza.

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Pensioni 2018: chi verrà colpito

Il taglio colpirà coloro i quali non hanno versato i contributi necessari per ricevere un assegno così alto, dell’ordine dei 4/5000 euro mensili: proprio su questo punto non ci sono ancora chiarimenti ufficiali e in base alla cifra decisa, infatti, potrebbero esserci diverse conseguenze. Le pensioni d’oro dovrebbero essere quelle con cifre pari a dieci volte il valore minimo, dunque dai 5000 euro lordi in su. La spesa attuale degli assegni sociali è di 4,7 miliardi per almeno 850mila soggetti pensionati, con un assegno lordo medio di 424 euro al mese per 13 mensilità; per raggiungere i famosi 780 euro mensili, la spesa si attesterebbe sugli 8,6 miliardi. Ovviamente la spesa salirebbe nel caso in cui venisse aumentato l’assegno a tutti i pensionati che percepiscono cifre inferiori a 780 euro – 4,5 milioni di persone. La povertà assoluta, riferisce l’Istat, colpisce circa 455mila soggetti. Dal rapporto annuale dell’Inps 2016 la spesa passerebbe a 45 miliardi anziché 25 miliardi.

Pensioni 2018: cominciano i primi tagli

Proprio questa settimana arriverà il via libera dell’Ufficio di presidenza per il taglio ai vitalizi dei parlamentari della Camera. L’assegno garantito sarà di almeno 1470 euro per chi riceverà il taglio al vitalizio. Tra i nomi ce ne sono alcuni celebri, come Ilona Staller, in arte Cicciolina, ex deputata radicale, che avrà un assegno diminuito di un terzo, da tremila a mille euro, come l’ex deputato della Sinistra Indipendete Gino Paoli. Tra gli altri, si vedranno decurtati gli assegni anche Paolo Cirino Pomicino e Antonio Matarrese, ex deputati della DC. C’è anche chi sostiene che una legge analoga debba essere applicata anche agli onorevoli dei consigli regionali. Staremo a vedere.

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