Pensioni d’oro, Lega: “Rischi con il ricalcolo” e lancia allarme a Di Maio

Tra i tanti argomenti e dibattiti relativi al tema pensionistico, oltre alla volontà di smontare pezzo per pezzo la Legge Fornero con l’introduzione della Quota 100 e la modifica della Quota 41 in due tappe, rimane caldo anche il taglio alle pensioni d’oro fortemente voluto dal vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Come sappiamo, l’ipotesi è quella di tagliare gli assegni sopra i 4000 euro a tutti quei soggetti che non dovrebbero beneficiarne; i pensionati colpiti sarebbero, secondo le stime, almeno 30mila, ma Alberto Brambilla della Lega frena gli animi in quanto i pericoli potrebbero essere stati sottostimati.

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Pensioni d’oro, Lega: “Ricalcolo è un rischio”

In realtà, a essere messo in discussione non sarebbe tanto l’obiettivo stesso del vicepremier pentastellato, Luigi Di Maio, ma gli strumenti che verrebbero adoperati per metterlo in pratica. Più nel dettaglio, si tratta dello strumento per il riconteggio dei versamenti sostenuto – sottolinea anche Quotidiano.net – dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. Come ha affermato Alberto Brambilla: “È una strada rischiosa. Non si possono cambiare le regole fissate dalla legge per i pensionamenti di venti o trenta anni fa con effetto retroattivo: meglio la soluzione del contributo di solidarietà sugli assegni più elevati. Il Presidente dell’Inps ha ipotizzato in più occasioni il ricalcolo e ha messo a disposizione dei 5 Stelle e di Di Maio questa soluzione. Ma la responsabilità dei rischi insiti in questa prospettiva è sua non del Ministro, perché è lui che guida l’Istituto previdenziale e che dovrebbe fornire le indicazioni tecniche in una materia così delicata“. Brambilla punta dunque il dito contro Boeri: “Dovrebbe occuparsi del funzionamento dell’Ente e dei suoi servizi – insiste il professor Brambilla – invece di farsi promotore del taglio delle pensioni a danno di ex lavoratori che magari, come dirigenti, hanno pagato fior di contributi e di tasse: pensi che su uno stipendio di 200 mila euro i contributi arrivano a quota 66 mila euro“.

Pensioni d’oro: anche Damiano (PD) contro Boeri

Anche l’esponente del PD Cesare Damiano punta il dito contro il presidente dell’Inps: “L’obiettivo di Boeri è quello di ricalcolare le pensioni, tutte, non solo quelle d’oro, con il metodo contributivo. Questo potrebbe voler dire mettere in discussione l’assegno pensionistico di 15 milioni di pensionati colpevoli di avere una pensione calcolata con il metodo retributivo. Non stiamo parlando dei ricchi, ma degli operai. Del resto, il Presidente dell’Inps, al momento del suo insediamento, aveva già sostenuto questa tesi con un esempio preciso: il taglio delle pensioni superiori ai 3.500 euro lordi mensili con il ricalcolo“.

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