Pensioni 2018, Quota 100: superbonus del 30%, Lega si dice d’accordo

Pensioni 2018: il dibattito sull’introduzione della Quota 100 si mantiene stabile e negli ultimi giorni è stato il presidente Inps, Tito Boeri, a prendere parola sulla situazione. Secondo le sue stime, i migranti sono necessari per pagare le pensioni nell’immediato futuro e con la Quota 100 si sarebbero almeno 750mila pensionati in più, ma meno lavoratori. Di contro, il leader della Lega Matteo Salvini non vuole fare marcia indietro e intende smontare la legge Fornero pezzo per pezzo con una controriforma in due tappe. Alberto Brambilla, economista leghista, ha però ribattuto alle parole di Boeri parlando del famoso superbonus del 30 percento.

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Pensioni 2018: più pensionati in breve tempo con Quota 100 e 41

Secondo il presidente Inps, Tito Boeri, ripristinando la Quota 100 e la Quota 41, avremo subito 750mila pensionati in più solo nel 2019, mentre nel 2020 la cifra potrebbe raggiungere il milione di soggetti. Un danno per le casse dello Stato, per le generazioni di oggi e quelle future. Il costo per uscire dal mercato del lavoro con 60 anni di età e 40 anni di contributi versati si aggirerebbe sui 20 miliardi di euro secondo le stime di Boeri. Nel caso si decidesse di modificare il requisito anagrafico a 64 anni, con 36 di contributi, la spesa scenderebbe di poco e rimarrebbe sempre esosa. Mantenendo tutto così com’è ora, invece, la spesa sarebbe di 8 miliardi all’anno. Dunque sarebbe un rischio su molti fronti, non ultimo l’occupazione.

Pensioni 2018: superbonus del 30 per cento, Lega è d’accordo

Alberto Brambilla, economista della Lega, si dice d’accordo sulle cifre della controriforma Salvini-Di Maio, sarebbero troppo alte, ma afferma anche che verrebbero messe in atto alcune soluzioni specifiche per arginare la spesa che lo Stato dovrebbe affrontare, ammortizzando di fatto i costi. Tra le novità ci sarebbe, poi, il cosiddetto superbonus del 30 per cento per chi continua a lavorare nonostante abbia maturato i requisiti per uscire dal mercato del lavoro e andare in pensione. Non è nuovissima come idea in quanto deriva dalla legge Maroni. L’inps, in una nota in merito al superbonus del 30 per cento, ha affermato: “Con il bonus, coloro che scelgono di rimanere al lavoro rinunciano all’accredito dei contributi ottenendo un aumento senza tassazione in busta paga pari alla contribuzione previdenziale“. Si tratta, dunque, di una possibilità che verrebbe data ai lavoratori, i quali potrebbero essere tentati di rimanere a lavoro nonostante la maturazione dei requisiti tramite Quota 100.

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