Pensioni 2018: Di Maio annuncia i prossimi provvedimenti sulla riforma

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Pensioni 2018: in questi giorni, il vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha annunciato quali saranno i provvedimenti sui quali lavorerà fin da subito e che potrebbero entrare in vigore già a partire da questa estate. Il Governo Conte a guida Lega-M5S, ha da sempre intenzione di superare la riforma Fornero. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha annunciato a più riprese l’intenzione di smontarla pezzo per pezzo, vediamo i dettagli dei nuovi provvedimenti in tema di previdenza.

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Pensioni 2018: taglio delle pensioni d’oro entro l’estate

Uno dei temi caldi, oltre all’abolizione della legge Fornero, è il taglio ai vitalizi e alle pensioni d’oro. L’idea è quella di tagliare gli assegni di almeno 30mila pensionati che percepicono dai 4000 euro in su e che non hanno versato i contributi necessari ad avere una simile pensione. In questo modo, inoltre, si potrebbe finanziare la tanto attesa Quota 100, che consiste nella somma dell’età anagrafica con quella contributiva per poter uscire dal mercato del lavoro e che corrisponde a 64 anni di età più 36 di contributi, i valori minimi per accedervi. Il Ministro del Lavoro, inoltre, intende far approvare un disegno di legge sul taglio dei vitalizi almeno dal Senato entro la prima metà dell’estate. L’obiettivo è colpire prima i parlamentari con il disegno di legge e poi procedere sui singoli cittadini con assegni alti, in modo tale da favorire in seconda battuta i pensionati con assegni più bassi.

Pensioni 2018: Quota 100 subito e Quota 41 tra qualche anno

In questi giorni si sta parlando di riforma delle pensioni in due tappe. Il Governo Conte vorrebbe, secondo le ipotesi, introdurre la Quota 100 già a partire da Gennaio 2019, inserendola nella prossima legge di Bilancio. Per quanto riguarda la Quota 41, invece, potrebbe slittare tutto al 2020. Ricordiamo che la sua modifica consentirebbe a tutti pensionati idonei di andare uscire dal mercato del lavoro con 41 anni di contributi versati, indipendentemente dall’età anagrafica. Nell’attesa, comunque, i requisiti per andare in pensione cambieranno già a partire dal 1° Gennaio 2019 e in modo ‘negativo’: ad esempio, la pensione di vecchaia contributiva potrà essere raggiunta con 71 anni di età e 5 anni di contributi, a seguire tutte le altre tipologie che subiranno diverse modifiche e innalzamenti di età.

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