Pensioni 2018, Damiano (PD): “Quota 100 e 41? Propaganda politica”

Pensioni 2018: per ora, secondo le ultime indiscrezioni, per poter attuare la Quota 100 e modificare la Quota 41 allo scopo di superare la legge Fornero, servono fondi. Il Governo Lega-M5S vorrebbe stanziare 5 miliardi di euro per coprire i costi, ma è ancora tutto in forse e non si sa con certezza se la Quota 100 rientrerà nella prossima legge di Bilancio. Resta anche da capire se le penalizzazioni di cui si parla diventeranno una realtà o meno. Salvini promette di smontare la legge Fornero pezzo per pezzo, mentre Luigi Di Maio afferma che bisogna ancora attendere. In questo scenario è l’esponente PD ed ex presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano a prendere nuovamente parola e questa volta punta il dito contro il Governo.

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Pensioni 2018, Damiano: “Per ora solo propaganda politica”

Come sappiamo, Cesare Damiano era uno dei pochi favoreli alla cancellazione della legge Fornero, ma ad oggi, vedendo gli sviluppi sul tema, sembra più incline a fare alcuni passi indietro. Come riporta anche Termometropolitico.it, l’esponente del PD ha affermato: “Il Governo si limita a mettere sul piatto tutte le operazioni a costo zero e a forte impatto propagandistico“. Secondo Cesare Damiano e i recenti sondaggi, gli italiani attendono e sperano nell’abolizione della legge Fornero e sembrerebbe essere più importante perfino dell’occupazione giovanile e della pressione fiscale. Su questa situazione il Governo ci naviga, sempre secondo Damiano, ma la vera prova del fuoco avrà luogo in autunno, con la prossima legge di Bilancio.

Pensioni 2018: dall’anno prossimo assegni più bassi dell’1,5 per cento

Uno degli effetti meno conosciuti della legge Fornero è l’adeguamento automatico del coefficiente di trasformazione per le pensioni. Grazie all’attuale normativa sono stati rivisti i coefficienti che si applicano al montante contributivo e secondo l’UNSA, a partire dal 1° gennaio 2019 le pensioni subiranno una penalizzazione dell’1,5 per cento. Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa, ha affermato: “Uno scandalo che rischia di passare sotto traccia. La revisione dei coefficienti introduce un’ulteriore differenziazione nel nostro sistema pensionistico tra chi va in pensione oggie chi ci andrà domani“. Per questo motivo il sindacato ha avviato una raccolta firme per neutralizzare i tagli che verrà inviata al Ministro della Pubblica Istruzione, al Ministro del Lavoro e al Presidente del Consiglio dei Ministri.

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