Pensioni 2018, Salvini: “Smonteremo legge Fornero, 41 anni di contributi bastano”

Pensioni 2018: sono in molti ormai a convergere sull’introduzione della Quota 100. Anche l’ex Ministro del Lavoro del Governo Monti, Elsa Fornero, pochi giorni fa ha dato il suo sì, a patto che si trovino i 5 miliardi necessari per coprire tutti i costi. L’idea dell’intesa Lega-M5S, in effetti, è proprio quella: superare gradualmente la legge Fornero e modificare il sistema previdenziale al fine di renderlo più ottimale. Rimangono, ovviamente, molti dubbi sulla questione, ma in questi giorni anche Matteo Salvini ha rassicurato i animi.

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Pensioni 2018, Salvini: “41 anni di contributi sono sufficienti”

Non fa alcun passo indietro Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier del Governo Conte assieme a Luigi Di Maio del M5S. L’introduzione della Quota 100 è prioritaria e va attuata il prima possibile: ricordiamo che consiste nella somma dell’età anagrafica con gli anni di contributi versati. PIù nel dettaglio, Salvini in merito alla legge Fornero ha affermato: “La smonteremo pezzo per pezzo, introducendo da subito la quota 100″. Per quanto riguarda la Quota 41, invece, altro tema caldo al centro di numerosi dibattiti in questi giorni, come riporta anche Orizzontescuola.it, secondo Salvini “41 anni di anzianità contributiva credo siano sufficienti” e ha assicurato anche sulle tempistiche; la manovra verrà attuata il prima possibile e con ogni probabilità in autunno potrebbero esserci i primi risvolti.

Pensioni 2018: il contratto e i sondaggi

La SWG ha condotto un recente sondaggio per conto di Confesercenti in merito al superamento della legge Fornero. Secondo i dati raccolti, almeno 1 italiano su 2 vuole che la legge dell’ex Ministro del Governo Monti venga superata definitivamente, mentre il 44 per cento si dice soddisfatto del contenuto del contratto sulla riforma che riportiamo qui di seguito: “Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero” stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza. Prorogheremo la misura sperimentale “opzione donna” che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili”.

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