Pensioni 2018: 270 euro in più su assegni sociali e minime? Ecco il piano del Governo

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Pensioni 2018: il nuovo Governo Lega-M5S si avvia verso la riforma delle pensioni e l’introduzione della Quota 100 al fine di superare gradualmente la legge Fornero. Il Ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio, nel frattempo, si sta occupando degli assegni sociali e delle minime e secondo le ultime notizie riportate da IlGiornale.it, lo studio riguarda almeno 4 milioni e mezzo di pensioni, un costo impegnativo per lo Stato. Ecco quali sono i passi di questa manovra.

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Pensioni 2018: i primi passi sugli assegni sociali e le minime

In primo luogo, è previsto l’aumento sul livello minimo, fino a raggiunere 780 euro, nel frattempo dovrà prendere piede anche la riforma dei centri per l’impiego. In questo caso, quindi, la situazione riguarderebbe almeno 4,5 milioni di pensionati e l’intervento verrebbe inserito per due tipologie di pensioni: le pensioni minime, fissate a 507 euro, e le pensioni sociali, ferme a 453 euro. L’obiettivo sarebbe quello di portarle entrambe a 780 euro e per farlo si pensa di assorbire la quattordicesima, rilasciata in luglio, nell’aumento. Si tratta di una manovra che richiede ingenti fonti finanziarie e che allo stesso tempo potrebbe innescare un altro fenomeno.

Pensioni 2018: possibili effetti collaterali sull’aumento delle pensioni minime e sociali

Non è così semplice come può sembrare. Prima di tutto riguarda almeno 4,5 milioni di pensionati, in secondo luogo potrebbe capitare che alcuni lavoratori decidano di non versare i contributi, svolgendo la propria mansione in nero, in questo modo potrebbero affidarsi alla pensione minima che sarebbe comunque di 780 euro. Questo effetto collaterale potrebbe comportare importanti cali per quanto riguarda le entrate per lo Stato. È quindi una soluzione che deve essere valutata tenendo conto anche del superamento della legge Fornero tramite la Quota 100, che dovrà avere a sua volta dei paletti, come i 36 anni di contributi versati sommati a 64 anni di età, valori necessari per poter uscire dal mercato del lavoro.

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