Pensioni 2018: Quota 100 e 41 per superare legge Fornero, vantaggi e svantaggi

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Pensioni 2018: l’esecutivo Lega-M5S, guidato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, continua a lavorare sulla riforma pensionistica. Il centro della discussione è la Quota 100 e poi la Quota 41 da introdurre per superare la legge Fornero. Gli scettici sono molti, da Cesare Damiano (PD) a Tito Boeri (Inps), passando per i diversi enti e per la Commissione UE. I due vicepremier, però, non vogliono fare passi indietro e nella prossima legge di Bilancio potrebbe esserci proprio la Quota 100. Vediamo quali sono i pro e contro nel caso venisse introdotta.

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Pensioni 2018: la Quota 41

La caratteristica principale della Quota 41 risiede nella possibilità, per tutti i lavoratori, di andare in pensione con 41 anni di contributi versati, indipendentemente dall’età. L’assegno pensionistico, però, rischia di ridursi se verrà utilizzato il calcolo con metodo contributivo. Si tratta, comunque, di una riduzione limitata ai versamenti effettuati tra il 1996 e il 2012 per quei lavoratori con più di 18 anni di contratto prima della legge Dini. Per chi non ha avuto una carriera ascendente, spiega uno degli autori del programma previdenziale della lega e Presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali, Alberto Brambilla, non si riscontreranno cali significativi e colpirebbe di più che ha ricevuto aumenti durante la vita lavorativa.

Pensini 2018: abolizione della legge Fornero sì, ma quali sono gli svantaggi?

Tutti se lo chiedono, molti ammoniscono e pochi rispondono. L’abolizione della legge Fornero potrebbe avere un peso significativo, più di quello che ci possiamo aspettare? La risposta, ovviamente, è sì. Secondo il sito internet Pmi.it, il problema principale della Quota 100 e della Quota 41 risiede nell’investimento per le pensioni anticipate: questa manovra taglierebbe di molto gli assegni pensionistici nell’immediato futuro. Le prossime generazioni potrebbero quindi avere un assegno molto più basso. Inoltre, molte delle categorie di lavoratori con agevolazioni potrebbero subire delle penalizzazioni rilevanti; i lavoratori gravosi, le donne, le madri, lavoratori sotto cassa integrazione. Per questo motivo, secondo molti, è necessario fare chiarezza e avere cautela.

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