Pensioni 2018: con abolizione Fornero, Lega e M5S rischiano grosso

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Pensioni 2018: negli ultimi giorni, oltre alla notizia dell’accordo Lega-M5S sul contratto di Governo, si parla anche dell’introduzione della Quota 100 grazie a uno stanziamento di 5 miliardi di euro all’anno per dieci anni. La Quota 100, lo ricordiamo, consiste nella somma dell’età anagrafica con i contributi versati, minimo 41. Sono molti i dubbi che permangono e che arrivano sia dal PD che dai maggiori sindacati. Come riferisce anche Ilgiornale.it, però, Lega e M5S sembrano non voler fare i conti con i grossi rischi che questa manovra e la conseguente abolizione della Legge Fornero comporterebbe.

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Pensioni 2018: spesa pensionistica in decrescita fino al 2020

Secondo il Def 2018 sul tema pensioni, la spesa pensionistica decrescerà fino al 2020 grazie alla riforma Fornero e ricomincerà a crescere seguendo il naturale andamento demografico della generazione anni ’60. Il vicedirettore di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, durante l’audizione sul Def davanti alle commissioni speciali, aveva ricordato: “La sostenibilità del debito pubblico italiano poggia in larga misura sulle riforme pensionistiche introdotte nell’arco degli ultimi decenni, che assicurano una dinamica degli esborsi in complesso gestibile nonostante l’invecchiamento della popolazione – aggiungendo – collocare in modo credibile il debito pubblico lungo un sentiero di duratura e visibile riduzione è un obiettivo largamente condiviso“.

Pensioni 2018: Lega e M5S sottovalutano i rischi della Quota 100

Lega e M5S stanno cavalcando l’onda del malcontento e dell’odio nei confronti della riforma Fornero che però, nonostante tutto, sarebbe in grado di mantenere la stabilità del debito pubblico nei prossimi anni, seguendo la naturale fluttuazione del Pil. Se viene introdotta la Quota 100 e si tornasse quindi al vecchio sistema di pensionamento aumentando la spesa pubblica fino a 8 miliardi all’anno, il rischio potrebbe essere quello di avere un buco nei conti pubblici, anche in virtù dell’aumento della spesa pensionistica del 3 per cento annuo nei prossimi tre anni. Non è dunque possibile fare uscire dal mercato del lavoro i sessantenni con le regole dell’attuale sistema previdenziale poiché aumenterebbero le prestazioni pagate nei prossimi tre decenni. Lega e M5S dovrebbero fare un passo indietro e rivalutare la situazione evitando un azzeramento improvviso della legge Fornero.

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