Riforma pensioni 2018: Lega e M5S spingono su Quota 100, ci sono le coperture?

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Riforma pensioni 2018: Lega e M5S, dopo l’accordo sul contratto di Governo, potrebbero aver trovato finalmente diversi punti di incontro per formare il Governo. Tra questi punti, quello più importante in tema di pensioni è proprio il superamento della legge Fornero grazie all’introduzione della Quota 100 e a uno stanziamento di 5 miliardi l’anno per almeno i prossimi dieci anni. In questo caso si andrebbe in pensione grazie alla somma dell’età anagrafica con gli anni di contributi versati, minimo 41. Sono in molti, però, a credere che questo intervento sia impossibile da applicare e ci si chiede se le coperture ci siano davvero.

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Riforma pensioni 2018, Elsa Fornero: “Rischiamo di vanificare i sacrifici degli ultimi anni”

In prima linea contro il superamento della legge Fornero c’è proprio l’ex Ministro del Lavoro del Governo Monti, che nel 2011 fece attuare la legge. Per Elsa Fornero, l’introduzione della Quota 100 non darebbe luogo a cambiamenti definitivi e si continuerebbe a utilizzare il modello retributivo; in questo modo, secondo l’ex Ministro, le persone sarebbero più portate a uscire dal mercato del lavoro in anticipo e a risentirne sarebbero i conti pubblici. Come ha sottolineato: “Vanificare i sacrifici che sono stati fatti in questi anni da molti lavoratori e di vanificare le aspettative che le persone in ogni caso aveva incorporato, cambiando anche i loro piani di vita“.

Riforma pensioni 2018: i sindacati non ci stanno sulla Quota 100

Le critiche sull’introduzione della Quota 100 e sullo stanziamento dei famosi 5 miliardi all’anno, sono arrivate sia dall’esponente dem Cesare Damiano, che si domanda se effettivamente i soldi ci siano per una tale manovra, sia dai principali sindacati. Secondo Ivan Pedretti, segretario generale della Spi – Cgil, c’è la necessità di varare una riforma delle pensioni più ampia, che vada oltre la Quota 100 e che riesca a sistemare anche la situazione lavorativa dei giovani e delle donne: “Serve un confronto vero e approfondito sulle pensioni a partire dalle giovani generazioni a cui va assicurata una pensione di garanzia. Bisogna, inoltre, riconoscere il lavoro di cura a milioni di donne che non hanno nessun riconoscimento per l’attività dedicata ai lori familiari“. Ivan Pedretti ha poi aggiunto quella che potrebbe essere una possibile via d’uscita: “Bisogna intervenire sui coefficienti della legge Fornero per renderla flessibile, bisogna rivedere i meccanismi dell’aspettativa di vita che è diversa a seconda delle condizioni di lavoro e bisogna garantire ai giovani un lavoro bene retribuito“.

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