Pensione di garanzia: cos’è, importo e perché serve

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La pensione di garanzia potrebbe essere introdotta a breve in Italia. Dopo il recente rapporto della Commissione UE, chiamato Pension Adeguacy Report 2018, molti problemi sono emersi sul futuro della situazione pensionistica italiana. Con l’arrivo del sistema contributivo, infatti, è stata operata una vera e propria rivoluzione sul calcolo delle pensioni, le quali, secondo le stime, saranno destinate a diminuire i loro importi. A farne le spese saranno proprio i giovani di oggi per via del precariato e della difficoltà nel trovare un lavoro stabile e che duri nel tempo. Bisogna ricordare che il sistema contributivo si basa sui contributi maturati e per avere una pensione adeguata e dignitosa è quindi necessario aver maturato una carriera il più possibile esente da interruzioni, insomma, un vero paradosso per le generazioni di oggi e di domani.

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Pensione di garanzia: sistema retributivo e integrazione al minimo

Esiste un distinguo nelle pensioni, ovvero il sistema contributivo e il sistema retributivo. Nel secondo caso si hanno molti vantaggi, primo fra tutti proprio l’importo, che viene definito tramite una media degli ultimi stipendi. In secondo luogo, grazie al sistema retributivo, è possibile beneficiare dell’integrazione al minimo: questi è un istituto previsto dalla Legge 638/1983 dedicata alla tutela dei pensionati e che garantisce un’integrazione sulla pensione nel caso in cui l’assegno risulti troppo basso o, comunque, non sufficiente a garantire un tenore di vita dignitoso. Nell’anno 2018, ad esempio, il trattamento minimo è pari a 507,42 euro per chi ha un reddito inferiore a 6596,46 euro all’anno per i pensionati soli o un reddito di 19789,38 euro all’anno se si è coniugati.

Pensione di garanzia: la penalizzazione del sistema contributivo

Nel caso in cui si fosse soggetti al sistema contributivo, l’intergazione al minimo non sarebbe prevista e non esisterebbe nessun ammortizzatore o paracadute per i lavoratori discontinui che non hanno maturato un montante contributivo sufficiente. Con la riforma delle pensioni dovrebbe essere introdotta anche la pensione di garanzia soprattutto per coloro i quali non hanno un assegno basato sul sistema contributivo e che non hanno maturato contributi prima del 1996.

Pensione di garanzia: importo e come funziona

Presi in considerazione il sistema retributivo e quello contributivo, la pensione di garanzia non sarebbe altro che l’integrazione al minimo per il secondo sistema; rispetto alle cifre calcolate con il sistema retributivo, però, quelle dedicate al sistema contributivo saranno più alte. Secondo le informazioni sul programma da parte dell’ultimo Governo, la pensione di garanzia potrebbe avere un importo oscillante fra i 600 e i 1000 euro. In questo modo ci sarebbe un 65 per cento di tasso di sostituzione tra pensione e reddito. Dunque, 650 euro verranno riconosciuti a coloro i quali avranno un’anzianità contributiva pari ad almeno 20 anni. Per ogni anno di anzianità in più, invece, verrà riconosciuta un’ulteriore cifra pari a 30 euro fino alla quota massima di 1000 euro. Non mancheranno, ovviamente, i limiti di reddito.

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