Morti sul lavoro: più di 150 vittime da inizio 2018

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Si continua a parlare di morti sul lavoro, morti bianche che hanno toccato quota 150 vittime dall’inizio del 2018. Un quadro terribile se si pensa anche solo al fatto che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, i lavoratori deceduti sul luogo di lavoro sono aumentati. Secondo i dati dell’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna, che opera ormai dal 2007 dopo la morte dei due operai della Thyssen di Torino arsi vivi nell’altoforno, le vittime accertate sono 154 dall’inizio di quest’anno. Bisogna sottolineare, inoltre, che questo dato non tiene conto degli incidenti che avvengono nel ‘lavoro nero’, quello clandestino e per questo la situazione potrebbe essere molto più tragica.

Proprio oggi, due operai sono deceduti e un altro è rimasto ferito sul lavoro a Crotone; un muro di contenimento li ha travolti mentre erano impegnati in lavori di ristrutturazione. Mauro Morassi, lavoratore di 55 anni, due giorni fa è deceduto a Marghera, in provincia di Venezia, travolto da un camion in uscita da un deposito. Nel giorno di Pasqua, invece, Gianbattista Gatti e Giuseppe Legnani hanno perso la vita a Treviglio, in provincia di Bergamo, dopo essersi recati nello stabilimento utilizzato per la lavorazione di farine per mangimi a seguito di una segnalazione da parte dei cittadini causata dal cattivo odore prodotto dalle cisterne di essiccazione. In questo caso la Procura di Bergamo ha avviato le indagini per omicidio colposo.

A Livorno due operai hanno perso la vita a causa dell’esplosione di un serbatoio nel porto industriale mentre erano intenti nel lavoro di pulizie; si chiamavano Lorenzo Mazzoni, giovane di soli 25 anni e Nunzio Viola di 52. In questo caso la Procura ha inviato già avvisi di garanzia e aperto un’indagine, ma la lista è lunga se si pensa che in questi ultimi tre mesi sono morte 154 persone. La lista potrebbe continuare come un lungo e incessante necrologio sulle morti bianche e per questo motivo, per fermare questa strage silenziosa è necessario aumentare la sicurezza e i controlli sul lavoro, promuovere la formazione continua e sensibilizzare il più possibile su un dramma che lentamente continua a lasciare corpi lungo il suo cammino.

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