Abolizione vitalizi parlamentari: da Fini a De Mita, 2600 rischiano di perderli

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Abolizione vitalizi parlamentari ed ex parlamentari: il M5S, assieme a Carlo Cottarelli, continua la strada del taglio delle pensioni che potrebbe colpire fino a 2600 persone, dalla DC con Ciriaco De Mita a Gianfranco Fini e altri ex presidenti della Camera ai quali si aggiungono anche le moglie rimaste vedove di ex parlamentari. Il cosiddetto vitalizio è stato introdotto durante gli anni ’80 e consiste in un assegno a vita ricevuto da parlamentare una volta tornato alla vita civile.

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Abolizione vitalizi parlamentari: come funzionano

A riportare la notizia è l’Ansa, ricordando come nel 2012 i vitalizi vennero trasformati in pensione, dando modo ai parlamentari di percepirla una volta raggiunti i 65 anni di età. Come ha riportato l’agenzia di stampa: “Analogamente a quanto avvenne con la riforma Dini delle normali pensioni nel 1995, il pregresso venne fatto salvo, sulla base di alcune sentenze della Corte Costituzionale per le quali i diritti acquisiti sono intangibili. Il che significa che gli assegni degli ex parlamentari non sono stati toccati e che la parte della futura pensione dei parlamentari in carica maturata fino al 2012, viene calcolata col vecchio metodo“.

Abolizione vitalizi parlamentari: la proposta del M5S

Il M5S vorrebbe operare una trasformazione in pensioni calcolate con il metodo contributivo sia la parte maturata fino al 2012 dai parlamentari ora in carica, sia i vitalizi di chi ha smesso. Il taglio sugli assegni che ne deriverebbe, comporterebbe un risparmio per la Camera e il Senato. Antonello Filomi, che guida un’associazione di ex parlamentari, ha affermato: “Noi siamo pronti a contribuire ai risparmi, ma l’unico modo che rispetti le sentenze della Consulta è un contributo di solidarietà. Il vero pericolo è introdurre un pericoloso precedente nel sistema per il ricalcolo delle pensioni degli italiani, come chiede il Fmi. Non a caso Cottarelli è considerato dai M5s a loro vicino. Senza contare le numerose vedove di ex parlamentari che hanno in quell’assegno l’unico mezzo di sostentamento“.

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