Molestie sul lavoro: un milione e mezzo di donne le subisce, ora arriva una Legge

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, sono almeno un milione e mezzo le donne che in Italia hanno subito molestie sul lavoro. Nel dettaglio, si tratta di un milione e 403 mila vittime, delle quali almeno il 20 per cento non denuncia la situazione. È un vasto mondo a sé quello del mobbing e delle molestie, nel quale a fare da vittima è quasi sempre la donna. Dopo il caso Weinstein e il crollo del mondo dello spettacolo di Hollywood come noi lo conoscevamo, anche in Italia si comincia a parlare sempre di più di una situazione vasta e, da decenni, nascosta nell’ombra. Ed esiste anche chi è convinto che, a volte, questo genere di soprusi sia un male necessario, normale e all’ordine del giorno.

Sempre dai dati Istat si evince come almeno nove donne su cento abbiano subito molestie durante la loro attività lavorativa. Come è riportato nella relazione: “Spesso, dalle avances, le battute, i gesti sgradevoli e i palpeggiamenti, si arriva anche allo stupro, consumato o tentato. Un abuso subito da 76 mila donne sempre considerando l’arco della vita lavorativa“. Ciò che porta molte donne a non denunciare non è solo la paura di ritorsioni e vendette da parte dei carnefici, ma anche una mancanza di adeguata tutela da parte dello Stato. Per questo e altri motivi, da Montecitorio sta arrivando una nuova proposta di Legge che avrebbe come scopo principale quello di definire le molestie sul luogo di lavoro.

Oltre alla definizione di molestia, faranno seguito le indicazioni da seguire per non finire nella trappola e combattere il molestatore. I datori di lavoro, ad esempio, saranno obbligati a garantire l’integrità morale, fisica e psicologica dei loro dipendenti. Il soggetto che denuncerà una molestia non potrà essere licenziato, sanzionato o trasferito e potrà accedere a tutti gli strumenti di supporto messi a disposizione. Consiglieri di parità e ispettorato del lavoro avranno invece il compito di offrire consulenza, assistenza e monitoraggio alle vittime di violenza.

Titti Di Salvo, prima firmataria della Legge, spiega: “Esisteva un vuoto legislativo. È giusto occuparlo nel momento in cui il tema delle molestie sul lavoro è all’ordine del giorno. Chiederemo a tutte le deputate di sottoscrivere la nostra proposta. È una legge che non ha costi, se c’è la volontà politica si può arrivare all’approvazione entro la fine della legislatura“. Anche la deputata Lara Ricciati ha presentato una proposta di legge sul tema nella quale si prevede la reclusione da uno a tre anni per molestie e da quattro a sei anni se viene consumata in un ambiente lavorativo.

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