Pensioni, Ape Sociale e Precoci: Governo Gentiloni verso il sì per 46mila domande

Il Governo Gentiloni propone ai sindacati un intervento in sette punti e dal costo approssimativo di 300 milioni di euro. A Riferirlo sarebbe stato lo stesso Primo Ministro durante l’incontro a Palazzo Chigi. Nel sistema previdenziale verrebbero così utilizzare le risorse inutilizzate per l’Ape Sociale e i lavoratori precoci: “Credo che sia stato fatto un buon lavoro, nelle condizioni date il Governo mette in campo un impegno finanziario importante. Ci sono le condizioni per dare un messaggio positivo al Paese, mi auguro che si possano concretizzare“.

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Esenzione dall’aumento dell’età pensionabile

Tra le misure appena proposte dal Governo Gentiloni rientrerebbe anche l’esenzione dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019 per almeno quindici categorie di lavori considerati gravosi. A questa iniziativa farebbe seguito anche un cambiamento nel calcolo della speranza di vita, notizia già anticipata dallo stesso Premier Gentiloni alcuni giorni addietro. Le proposte, però, non sono piaciute alla segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso: “Sono insufficienti. Le distanze sono ancora molto significative e le proposte fatte oggi non delineano una facile soluzione. Abbiamo un incontro sabato, il tempo tra qui e quell’incontro il governo dovrebbe impegnarlo per definire una risposta a tutti i punti della nostra piattaforma“. La segretaria generale della CISL, Annamaria Furlan, ha invece risposto: “Ci siamo aggiornati a sabato. Abbiamo chiesto al governo di scrivere le proposte: alcune sono molto buone rispetto al giudizio della mia organizzazione e coerenti, altre vanno corrette e precisate meglio, altre mancano“.

Governo verso il sì per le 46mila domande relativa ad Ape Sociale e lavoratori precoci

Con l’apertura del riesame relativo alla valutazione delle domande per l’Ape Sociale e la pensione anticipata per i lavoratori precoci, le domande che potrebbero essere accettate sarebbero nell’ordine di 46000 su 66000 giunte. È quanto emerge dalle stime dell’INPS comunicate da coloro che hanno partecipato agli incontri fra Governo e sindacati. Dall’INPS erano state rigettate due domande su tre relative all’Ape Sociale e almeno il 70 per cento di quelle pervenute per la pensione anticipata dei lavoratori precoci. Ora la situazione si è ribaltata.

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