Casalinghe reddito di sostegno: 400 euro al mese, ecco la proposta

Casalinghe reddito di sostegno: si tratta di una proposta che ha come scopo quello di valorizzare un lavoro troppo spesso sottovalutato. L’idea arriva dalla regione Sicilia, in particolare dal movimento ‘Siciliani Liberi’, ma sono in molti a sostenere che, nel caso si attuasse, dovrebbe essere estesa anche al resto d’Italia. Il promulgatore di questa idea è Roberto La Rosa, leader del movimento. Ecco in cosa consiste.

Casalinghe reddito di sostegno: 400 euro al mese

In Italia sono quasi 7 milioni le donne che lavorano fra le mura domestiche, ma ad oggi nessun vero provvedimento è stato preso da parte del Governo. Ai tempi ne parlò anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ma alla fine non venne sviluppata nessuna proposta da presentare al Governo. L’ipotetico stipendio si potrebbe aggirare sui 400 euro mensili, anche se non vi sono dati che possano quantificare il reddito generato da questa attività. Sicuramente un riscontro economico esiste, ma istituti come l’Inps o lo stesso Ministero del Lavoro non si sono mai interessati al caso e alla possibilità.

Casalinghe reddito di sostegno: dove trovare i fondi?

Secondo le ipotesi del movimento ‘Siciliani Liberi’, la somma che servirebbe per generare il reddito sarebbe pari ad almeno 400 milioni di euro solo per la regione Sicilia. Ragionando, invece, su numeri nazionali, si arriverebbe a toccare quota 2 miliardi di euro. A prima vista si tratta di un obiettivo quasi impossibile da raggiungere, ma secondo il movimento potrebbe invece essere fattibile. Una soluzione potrebbe essere l’emissione della moneta fiscale complementare o il recupero delle risorse tributare. In primo luogo, però, la gestione di questo reddito dovrebbe essere affidata alle regioni, anche se non tutte godono dello statuto speciale e sono quindi in grado di raccogliere i fondi necessari. Insomma, un’idea che, se ponderata a dovere, potrebbe funzionare.

© Tutti i diritti riservati. È vietata ogni forma di riproduzione.

Condividi l'articolo sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!